01:45 28 Febbraio 2021
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Vaccini contro il virus Sars-CoV-2 somministrati ad amici, conoscenti e parenti. Un mal costume che unisce l'Italia, ma sul quale indagano i Nas dei Carabinieri per il reato di abuso d'ufficio.

Ben cinque procure della Repubblica hanno aperto inchieste per vaccini contro la Covid-19 somministrati a chi al momento non ne ha diritto.

Si tratterebbe di politici, manager, parenti, amici, sindaci, commercialisti, tutti accomunati dall’aver un medico o un infermiere compiacente che gli avrebbe somministrato una dose del vaccino contro il Coronavirus.

In totale sono 540 le dosi somministrate abusivamente e su cui ora indagano i Nas dei Carabinieri.

In provincia di Palermo le dosi somministrate abusivamente sarebbero 333 presso l’ospedale Madonna dell’Alto di Petralia Sottana.

Ma indagano anche le procure di Ragusa, Forlì, Trapani e Palermo, Reggio Emilia e ancora Modena.

Le procure indagano su due ipotesi, la prima di inopportunità di superare in lista di attesa persone che sono più esposte al contagio e sull’ipotesi di reato di abuso di ufficio.

A riportare la notizia è La Repubblica, ma nelle ultime settimane sono affiorate altri piccoli scandali legati alla somministrazione di prestazioni sanitarie legate alla Covid-19 a parenti e conoscenti. Un caso è stato denunciato anche a Cosenza, dove un dirigente medico regalava anche tamponi molecolari e usava l’auto della Pubblica amministrazione per attività personali.

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vaccino, Coronavirus
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