02:41 02 Marzo 2021
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Il Ministro della Salute Speranza ha annullato l'ordinanza che collocava la Lombardia nella fascia di maggior rischio ma il Presidente della Regione è intenzionato a chiedere i danni per le restrizioni subite in precedenza. Il governo però ribadisce che la decisione era stata presa sulla base dei dati errati comunicati dalla stessa Lombardia.

Nonostante abbia ottenuto quello che chiedeva, ossia il ritorno della Regione da lui amministrata in zona arancione, Fontana continua la polemica con il governo.

Il Ministro Speranza ha infatti annullato l'ordinanza che collocava la Lombardia in zona rossa, decretata sula base dell'invio di dati sbagliati. La decisione è stata appunto presa "in ragione degli elementi sopravvenuti conseguenti alla rettifica dei dati operata dalla Regione Lombardia ora per allora, come certificati dalla Cabina di regia".  

"Se da domenica la Lombardia tornerà arancione lo deve esclusivamente al fatto che noi abbiamo contestato i conteggi del governo. Sono indignato da quello che leggo e dalle false notizie offensive per la Lombardia e per le persone che ci lavorano", ha però commentato un piccato Fontana durante un punto stampa in Regione con l'assessore al Welfare Letizia Moratti.

A dar manforte a Fontana è stata proprio la Moratti, per la quale Speranza "pretendeva che dicessimo che c'era stato un errore nostro. Ma non potevamo accettarlo per la dignità della Regione, per le nostre famiglie e le imprese".

Fontana ha minacciato di passare dalle parole ai fatti, riservandosi di chiedere al governo il risarcimento danni per le restrizioni subite in precedenza.

"Volevo anticipare che alla prossima riunione della conferenza delle Regioni avanzerò al governo la richiesta che nell'ambito del prossimo scostamento autorizzato dal parlamento venga inserita esplicitamente una somma che equivale a quello che è stato il danno che le nostre categorie hanno subito", ha detto durante una conferenza stampa.

Ma il Ministro Speranza ha ribadito che è la Regione Lombardia a essere responsabile della collocazione in zona rossa avendo inviato dati errati.

"La relazione dell'Istituto Superiore di Sanità è chiarissima: la Regione Lombardia, avendo trasmesso dati errati, ha successivamente rettificato i dati propedeutici al calcolo del Rt e questo ha consentito una nuova classificazione. Senza l'ammissione di questo errore non sarebbe stato possibile riportare la Regione in zona arancione. Questa è la semplice verità. Il resto sono polemiche senza senso che non fanno bene a nessuno. Soprattutto a chi le fa", ha risposto in una nota.

Le parole di Speranza hanno trovato ulteriore appoggio nel direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, il quale ha notificato che "erano presenti alcune incongruenze nei dati della Regione Lombardia che la Regione stessa ha corretto".

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