15:42 05 Marzo 2021
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Emanuele Filiberto ha inviato una lettera alla comunità ebraica per "chiedere ufficialmente perdono" per i provvedimenti firmati da suo nonno Vittorio Emanuele III.

Emanuele Filiberto ha scritto alla comunità ebraica per "chiedere solennemente e ufficialmente perdono" per la firma apposta da suo nonno Vittorio Emanuele III alle leggi razziali del 1938.

“Vi scrivo a cuore aperto una lettera certamente non facile, una lettera che può stupirvi e che forse non vi aspettavate. Eppure sappiate che per me è molto importante e necessaria, perché reputo giunto, una volta per tutti, il momento di fare i conti con la Storia e con il passato della Famiglia che sono qui a rappresentare", scrive l'erede di casa Savoia.

La data per scrivere la lettera è stata scelta per il suo elevato valore simbolico, essendo quella della liberazione di Auschwitz, "data simbolo scelta nel 2000 dal parlamento della Repubblica italiana, a memoria perpetua di una tragedia che ha visto perire per mano della follia nazi-fascista 6 milioni di ebrei europei, di cui 7500 nostri fratelli italiani".

"Condanno le leggi razziali del 1938, di cui ancor oggi sento tutto il peso sulle mie spalle e con me tutta la Real Casa di Savoia e dichiaro solennemente che non ci riconosciamo in ciò che fece Re Vittorio Emanuele III: una firma sofferta, dalla quale ci dissociamo fermamente, un documento inaccettabile, un’ombra indelebile per la mia Famiglia, una ferita ancora aperta per l’Italia intera", continua Emanuele Filiberto.

Oltre ai misfatti di suo nonno, Emanuele Filiberto ha menzionato il suo "glorioso avo Re Carlo Alberto che il 29 marzo 1848 fu tra i primi Sovrani d’Europa a dare agli italiani ebrei la piena uguaglianza di diritti" e la triste sorte delle sue zie "Mafalda di Savoia, morta il 28 agosto 1944 nel campo di concentramento di Buchenwald dopo un’atroce agonia" e "Maria di Savoia [...] deportata con il marito e con due dei loro figli in un campo di concentramento vicino a Berlino".

"Desidero che la Storia non si cancelli, che la Storia non si dimentichi e che la Storia abbia sempre la possibilità di raccontare quanto accaduto a tutti coloro che hanno fame e sete di verità. Le vittime dell’Olocausto non dovranno mai essere dimenticate e per questo motivo, ancor oggi, esse ci gridano il loro desiderio di essere giustamente ricordate", scrive Emanuele Filiberto riferendosi alla Shoah e alla deportazione degli ebrei favorita proprio dalle leggi razziali.

Dopo aver chiesto scusa per il passato, al Tg5 l'erede di casa Savoia si è rivolto alle comunità ebraiche per guardare insieme al futuro.

"Voglio solo dire alle comunità ebraiche che possiamo oggi ricominciare un dialogo importante insieme e guardare insieme al futuro", il suo invito. 
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