16:34 07 Marzo 2021
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Secondo il segretario nazionale del sindacato, Carlo Palermo, è una percentuale che non compromette il raggiungimento dell'immunità di comunità. Ma i medici no-Vax potrebbero essere puniti con un'aspettativa senza stipendio della durata di sei mesi.

Sono tra il 5 e il 10 per cento i medici che finora hanno scelto di non vaccinarsi, secondo il sindacato Anaao Assomed.

Una percentuale che però, secondo il presidente Carlo Palermo, intervenuto ad un webinar sul tema dell’obbligatorietà per il personale sanitario del vaccino anti-Covid, non compromette “il raggiungimento dell’immunità di comunità".

"Quello alla vaccinazione – ha ricordato Palermo, citato dall’Agi - è per noi un obbligo etico e deontologico”.

Sono stati diversi, infatti, nelle ultime settimane gli appelli ai colleghi a vaccinarsi, arrivati dai principali sindacati di categoria, chiedendo in particolare di “intensificare consistentemente l’opera di informazione e sensibilizzazione rivolta a chi dovesse nutrire dubbi o contrarietà, superando le lacune che tuttora su questo versante si registrano, nella convinzione che i benefici, per i singoli e per la collettività, derivanti da un’efficace svolgimento della campagna vaccinale saranno via via evidenti e tali da eliminare qualsiasi sacca di sfiducia che non derivi da ideologiche e irricevibili posizioni negazioniste”.

Sulla minaccia del licenziamento come arma per convincere gli scettici il segretario nazionale del sindacato esprime perplessità. “È un percorso problematico”, ha detto alla stessa agenzia di stampa, valutando per contro la possibilità di un “un cambio di mansione per coloro che con ostinazione mostreranno di non volersi vaccinare”.

Si tratterebbe, spiega, di una “inidoneità al lavoro che potrebbe arrivare all'aspettativa senza stipendio, prevista anche dal nostro contratto come sanzione massima, fino a 6 mesi".

Intanto le vaccinazioni proseguono, non senza inconvenienti. L’americana Pfizer, infatti, come riferito stamane dal commissario straordinario Domenico Arcuri, citato dall’Ansa, ha consegnato il 29 per cento in meno delle dosi questa settimana e ne consegnerà il 20 per cento in meno la settimana prossima.

"A causa dei ritardi nella consegna dei vaccini da parte di Pfizer l'Italia è passata da una media di 80mila persone vaccinate al giorno, con una punta di 92mila, ad una media di 28mila al giorno”, ha detto Arcuri, imputando ai ritardi da parte dei fornitori il rallentamento della campagna vaccinale. 

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