03:09 05 Marzo 2021
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Un portavoce della piattaforma di condivisione video assicura di non aver "riscontrato alcuna evidenza di contenuti che possano aver incoraggiato alla 'blackout challenge'".

Continua il giallo sulla bambina morta a Palermo, secondo gli inquirenti per partecipare alla 'blackout challenge' lanciata sulla piattaforma TikTok. 

Finito nell'occhio del ciclone, il social media ha replicato tramite un suo portavoce di non aver "riscontrato alcuna evidenza di contenuti che possano aver incoraggiato alla 'blackout challenge'".

"Siamo davanti ad un evento tragico e rivolgiamo le nostre più sincere condoglianze e pensieri di vicinanza alla famiglia e agli amici di questa bambina. La sicurezza della community TikTok è la nostra priorità assoluta, per questo motivo non consentiamo alcun contenuto che incoraggi, promuova o esalti comportamenti che possano risultare dannosi", ha dichiarato il portavoce, citato da AGI.

L'azienda si è detta disposta a cooperare con le autorità competenti. 

"Utilizziamo diversi strumenti per identificare e rimuovere ogni contenuto che possa violare le nostre policy. Nonostante il nostro dipartimento dedicato alla sicurezza non abbia riscontrato alcuna evidenza di contenuti che possano aver incoraggiato un simile accadimento, continuiamo a monitorare attentamente la piattaforma come parte del nostro continuo impegno per mantenere la nostra community al sicuro. Siamo a disposizione delle autorità competenti per collaborare alle loro indagini", ha concluso il portavoce.

La prova del 'blackout challenge' (hanging challenge) consterebbe nello stringersi una cintura intorno al collo in diretta su TikTok e la ragazzina l’avrebbe messa in pratica con il cinturino dell’accappatoio in bagno. Un assurdo gioco dai risvolti tragici, visto che la minore è morta all'ospedale 'Di Cristina' dopo un arresto cardio-circolatorio, conseguente al "coma profondo per un'encefalopatia post-anossica prolungata". Il decesso ha fatto seguito alla morte cerebrale.

I genitori hanno acconsentito alla donazione degli organi. 

Intanto il cellulare della bambina è stato sequestrato da parte della polizia per verificare se il decesso è dovuto proprio alla visione di video che incoraggiano la rischiosissima pratica. 

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