03:03 05 Marzo 2021
Italia
URL abbreviato
Di
0 0 0
Seguici su

La manovra da 40 miliardi approvata dal parlamento a fine dicembre prevede infatti una riduzione del 50% dell’imposta sul reddito per le imprese che avviano l’attività nelle Zone economiche speciali (Zes).

Istituite nel 2017 per sostenere la crescita nel Sud Italia, le Zes sono composte da porti, aree retroportuali, piattaforme logistiche e interporti, possono essere regionali o interregionali e contemplare anche aree non adiacenti, ma connesse sul piano economico. Ad oggi sono state istituite la Zes Calabria, la Zes Campania, la Zes ionica interregionale Puglia e Basilicata, la Zes adriatica interregionale Puglia-Molise. 

“Ben vengano le misure relative alle Zone economiche speciali”, ha commentato Giuseppe Arleo, responsabile dell’Osservatorio sulla ricostruzione economica post Covid-19 del think tank Competere.eu, secondo cui “con l’incentivo fiscale le Zes diventano concretamente attrattive per un sistema impresa che voglia tornare a essere protagonista, superando il periodo drammatico che ancora stiamo tutti vivendo”.

Contattato da Sputnik Italia, Arleo ha auspicato l’adozione di tale misura in un’area geografica più ampia e pratiche burocratiche più snelle per renderle immediatamente operative.

Oltre alle zone già istituite, quali altre aree potrebbero beneficiare delle nuove agevolazioni?

Il contesto imprenditoriale del nostro Paese, aggravato ancora di più dalla pandemia del Coronavirus, ha scoperto ancora di più il nervo dell'enorme carico fiscale in capo alle imprese. Andrebbe sicuramente prevista un'area geografica molto più vasta, oltre che il Sud anche il territorio nazionale, ad esempio le aree interne o le grandi aree metropolitane, in cui attuare fiscalità agevolata o comunque di vantaggio.

Perché fino ad oggi le Zes sono rimaste di fatto un territorio inesplorato?

Fino ad oggi le Zes hanno avuto un riconoscimento operativo molto articolato e lungo, a tratti quasi a far perdere le speranze di riuscita, sinonimo della grande malattia del nostro sistema impresa ovvero la burocrazia.

Quali sono le principali novità che possono far cambiare il corso delle cose?

Sicuramente la grande novità è la presenza di imposte molto basse, per la precisione una riduzione del 50% delle imposte da pagare a partire dall'anno di insediamento e per i 6 anni successivi. E' un primo passo importante e significativo, anche di rottura rispetto a prassi finora applicate, a favore di chi volesse fare impresa.

Chi può veramente trarre beneficio da queste nuove agevolazioni?

Operativamente ne trarranno beneficio le imprese che decidono di insediarsi ma anche, a mio avviso, dal punto di vista strategico, tutto l'indotto. Abbassando le imposte sicuramente imprese avvedute avranno vantaggi notevoli in tema di politiche di prezzi e, quindi, potenzialmente margini di guadagno più elevati che, se ben investiti all'interno dell'impresa, potranno far crescere l'attività stessa e quindi tutto l'indotto che ne deriva, a cominciare dai dipendenti fino a fornitori. Ancora, purtroppo, non è chiaro se le agevolazioni possono riguardare anche coloro che sono già presenti nei territori e a mio avviso manca una tutela con una forte riqualificazione per le Micro, Piccole e Medie Imprese (MPMI) che operano a ridosso delle Zes, ma che operativamente non hanno la possibilità di potersi insediare e che, se non aiutate, potrebbero essere cannibalizzate da parte delle imprese insediate.

RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook