00:41 06 Marzo 2021
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Il viceministro della Salute chiede un progressivo ritorno alla normalità una volta terminate le vaccinazioni al personale sanitario e alle categorie considerate fragili.

"Una volta vaccinato il personale sanitario e le categorie fragili ritengo che si debba procedere a una progressiva riapertura delle attività". Lo ha dichiarato il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri, riferisce Agenzia Nova.

Sulla consegna parziale delle dosi di vaccino Pfizer ha aggiunto che il ritardo "verrà colmato entro un paio di settimane, perché la stessa Pfizer ha assicurato che recupererà entro il 15 febbraio inviando le altre dosi".

I ritardi nella distribuzione

Proprio quando il Paese inizia il secondo round delle vaccinazioni, con la somministrazione del richiamo a chi ha già ricevuto la prima dose, che secondo gli esperti deve essere inoculato dopo 22 giorni per mantenere l'efficacia, l'azienda Pfizer ha fatto sapere che ridurrà temporaneamente di circa il 30% le forniture di vaccino all'Italia. 

La Pfizer ha spiegato la riduzione delle dosi consegnate è dovuta ad una riorganizzazione logistica, ma non ha specificato né i tempi del ritorno alla normalità né la quantità di dosi che sarà in grado di consegnare.

Intanto questo lunedì la farmaceutica statunitense ha consegnato solo 103mila dosi anziché le 397mila previste per questa settimana, dopo il taglio di 165mila deciso venerdì. Martedì arriveranno solo 53.820 e mercoledì le restanti 241mila. 

Il commissario Arcuri ha convocato questo martedì una riunione con le regioni per far fronte alla nuova situazione. Una delle ipotesi sul tavolo è quella di mettere a punto un meccanismo di solidarietà in base al quale chi ha più cede alle regioni che ne hanno meno e che devono somministrare la seconda dose. 

Intervenendo a questo riguardo durante un una conferenza stampa on line organizzata dalla Fondazione Insieme contro il Cancro sui test genomici nella cura del cancro al seno, il viceministro Sileri ipotizza un ritardo nella vaccinazione di over 80 e malati oncologici.

“Si comincerà probabilmente un po' più avanti rispetto agli inizi di febbraio perché si è anche in attesa dell’Ok dell’Agenzia europea del farmaco Ema al vaccino AstraZeneca, che consentirà di avere dosi ulteriori”, ha detto. La campagna di vaccinazione “sta andando bene ma ora vi è il problema della consegna di alcune dosi Pfizer e le Regioni devono tenere delle riserve per le seconde dosi”, ha concluso.

La campagna di vaccinazione in Italia

Durante la campagna di vaccinazione iniziata il 27 dicembre 2020 sono stati somministrate 1.171.348 dosi di vaccino su un totale di 1.445.925 dosi consegnate. Questo lunedì nei centri di vaccinazione è iniziata la somministrazione del richiamo di Pfizer-Biontech, che deve essere inoculato a distanza di tre settimane per garantire l'efficacia. 

I ritardi imposti dalla biotech rischiano di compromettere la campagna di vaccinazione qualora non fosse possibile effettuare il richiamo sulle persone che hanno già ricevuto la prima dose di vaccino contro il Covid-19.

 

 

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Coronavirus, Italia, vaccino
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