04:17 12 Maggio 2021
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E' quanto emerge dal rapporto diffuso oggi da Domina, l’Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico, secondo cui le famiglie spendono 15,1 miliardi annui, facendo risparmiare allo Stato 10,9 miliardi di welfare.

Sono due milioni i lavoratori domestici, ma 6 su 10 sono in nero. Secondo i dati Inps 2019, i lavoratori domestici regolari sono 849mila, in lieve calo rispetto al 2018 (-1,8%). Negli ultimi anni sono costantemente aumentate le badanti (+11,5% dal 2012) e diminuite le Colf (-32,1%): oggi le colf sono in lieve maggioranza (52%) rispetto alle badanti (48%).

Da fonti Istat emerge però che il tasso di irregolarità nel settore domestico è del 57,6%, ha sottolineato Domina, per cui la componente registrata all’Inps rappresenta meno della metà del totale.

Gli 849 mila lavoratori domestici regolari portano oggi un gettito fiscale pari a 1,5 miliardi di euro. Manca però ancora molto per una piena espressione del potenziale: se tutti i 2 milioni di lavoratori fossero in regola, il gettito fiscale arriverebbe a 3,6 milioni annui.

In aumento italiani e over 50

Sebbene gli stranieri siano ancora in netta maggioranza (70,3%), otto anni fa questa percentuale era l’81,1%: e se gli stranieri sono diminuiti, soprattutto tra le colf, gli italiani sono aumentati prevalentemente tra le badanti.

Un’altra tendenza significativa emersa dal rapporto riguarda le classi d’età: se nel 2012 la maggioranza dei lavoratori domestici aveva un’età compresa tra 30 e 49 anni (54,0%), oggi la fascia più numerosa è quella di oltre 50 anni (52,4%).

Nello stesso periodo è diminuita anche la componente giovane, sotto i 29 anni: è passata dal 14,5% al 5,3% del totale.

10,9 risparmiati dallo Stato grazie alla spesa delle famiglie

Nel 2019 le famiglie italiane hanno speso 15,1 miliardi di euro per i lavoratori domestici, tra retribuzione, contributi e TFR. Per Domina questo rappresenta per lo Stato un risparmio in termini di welfare e assistenza, in quanto accogliere in struttura tutti gli anziani non autosufficienti costerebbe 10,9 miliardi.

Senza contare che il lavoro domestico vale l’1,1% del PIL (17,9 miliardi di euro di valore aggiunto), ha aggiunto.

La “sanatoria” 2020

La regolarizzazione inserita nel Decreto Rilancio (DL 34/2020) ha visto 177mila domande di emersione di lavoratori domestici (85% del totale), che ha portato nelle casse dello Stato oltre 100 milioni di euro (30,3 al netto delle spese amministrative), a cui potrebbero poi aggiungersi oltre 300 milioni di euro l’anno, dati dal gettito fiscale e contributivo dei lavoratori regolarizzati.

Boom di assunzioni a Marzo 2020

Il lockdown ha portato un boom di assunzioni di lavoratori domestici: oltre 50mila nel mese di marzo, +58,5% rispetto al 2019.

Inoltre, sono state effettuate 1,3 milioni di richieste di bonus baby sitter (per un importo potenziale di 1,7 miliardi) e nel I semestre 2020 sono stati movimentati quasi 270 milioni di euro attraverso il Libretto Famiglia (quasi 20 volte in più rispetto al 2019).

“L’emergenza sanitaria ha portato un aumento del fabbisogno di assistenza da parte delle famiglie, soprattutto per i bambini (con le scuole chiuse) e gli anziani soli. Nel 2020 si è registrato un aumento delle assunzioni, anche grazie al bonus baby sitter. Tuttavia, il lavoro nero rimane ancora forte nel settore domestico”, ha commentato Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale Domina.

Gasparrini: serve più sostegno dal governo

Contattato il mese scorso da Sputnik Italia, Gasparrini aveva sollecitato interventi del governo a sostegno delle famiglie. 

Abbiamo richiesto la possibilità di portare in deduzione il costo della retribuzione, almeno per chi ha una badante convivente. Questo permetterebbe alle famiglie di avere un risparmio di circa 1500€ all'anno e permetterebbe una regolarizzazione del settore.
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