04:01 15 Aprile 2021
Italia
URL abbreviato
91913
Seguici su

La crisi di governo, aperta in un momento drammatico per gli italiani, ha provocato sgomento in tutto il Paese. Lo ha affermato il premier, escludendo una possibile ricomposizione con Italia viva.

"Se io oggi, a voi che siete in quest'aula e ai cittadini che ci seguono da casa posso, parlare a nome del governo a testa alta, non è per l'arroganza di chi ritiene di non aver ammesso errori ma è per la consapevolezza di chi, assieme a tutta la squadra di governo ha impiegato tutte le proprie energie per offrire la miglior protezione possibile alla comunità nazionale". Con queste parole il premier Conte ha strappato l'applauso della Camera dei deputati mentre pronunciava il discorso sulle comunicazione della crisi di governo. 

Il presidente del Consiglio ricorda come il governo, composto da forze eterogenee e profondamente diverse si sia dovuto confrontare con la sfida di portata epocale della pandemia durante la quale sono emerse "paure primordiali, paure di perdere beni essenziali, come la vita, come la salute".

"L'esperienza politica ha rafforzato nelle forze politiche che con lealtà hanno sostenuto il governo la consapevolezza del valore del dialogo fra posizioni anche distanti, presupposti ineludibili per compiere le scelte più giuste ed assumere decisioni fondamentali alle quali per la gravità dell'ora non potevamo certo sottrarci", ha aggiunto Conte

E ricorda anche come la politica si stata costretta a "misurarsi pressoché quotidianamente, forse come mai in passato, con la scienza, la tecnica, nella difficoltà di offrire risposte efficaci, nel corso di un'emergenza sanitaria e di una severa recessione economica".

"Il governo ha operato i delicati bilanciamenti degli interessi costituzionali di volta in volta coinvolti con il massimo scrupolo con la massima attenzione nella consapevolezza delle conseguenze di immane portata che si sarebbero prodotte nella vita dei singoli per il futuro della nostra comunità", prosegue. 

Dopo aver enumerato le varie misure strutturali intraprese dal governo, come il taglio del cuneo fiscale e il bonus asili per lavoratori e famiglie e il bonus costruzioni per le aziende, così come la spinta data dall'Italia all'Europa per elaborare una risposta alla pandemia, il premier ha dato atto alle opposizioni di aver dato un contributo nei momenti cruciali. 

"E' stato fondamentale anche il senso di responsabilità delle forze di opposizione che, pur nella dialettica della politica, hanno contribuito ad affrontare passaggi critici. Bisogna darne atto. Avete avanzato anche proposte concrete, qualificanti, alcune delle quali sono state convintamente accolte dalle forze di maggioranza", ha sottolineato. 

La crisi di governo

La crisi avviene "in una fase cruciale del nostro Paese, quando ancora la pandemia è in pieno corso e tante famiglie soffrono per la perdita dei propri cari", ha detto il premier ricordando i vari passaggi che hanno portato Italia viva all'apertura della crisi di governo. 

La volontà di ritirare il proprio sostegno, concretizzata con la fuori uscita dalla squadra di governo di due ministre e di un sottosegretario del partito di Matteo Renzi, è dovuta all'assenza del MES nella bozza del piano nazionale di ripresa e resilienza. Il Mes, ricorda il premier, è uno strumento  diverso dal Recovery Fund. 

"Il 13 gennaio in una conferenza stampa sono state confermate le dimissioni delle ministre di Italia Viva. Si è aperta una crisi che deve trovare qui in questa sede il proprio chiarimento in trasparenza del confronto e linearità di azione che hanno caratterizzato il mio mandato", spiega il premier. 

"Confesso di provare un certo disagio", aggiunge. "Sono qui oggi non per annunciare nuove misure di sostegno o per bozza ultima del Recovery plan ma per provare a spiegare una crisi in cui non solo i cittadini ma io stesso non ravviso alcun plausibile fondamento", afferma il premier a Montecitorio. 
"Le nostre energie dovrebbero essere tutte, sempre concentrate sulle risposte urgenti alla crisi che attanaglia il Paese. Mentre invece così, agli occhi dei cittadini, appaiono dissipate in contributi polemici, spesso sterili, del tutto incomprensibili rispetto a chi ogni giorno si misura con la paura della malattia, con lo spettro dell'impoverimento, il disagio sociale, l'angoscia per il futuro. Rischiamo così tutti di perdere contatto con la realtà", ammonisce. "C'era davvero bisogno di aprire una crisi politica in questa fase? No", ha aggiunto. 

Il premier punta il dito contro il partito di Matteo Renzi, responsabile di "comportamenti scomposti" e atteggiamenti divisivi sfociati in una crisi latente da settimane che rappresenta una ferita profonda all'interno delle forze di governo e della compagine di maggioranza.

"Ancora più grave ha provocato profondo sgomento nel Paese. Arrivati a questa punto, non si può cancellare quello che è accaduto, recuperare quel clima di fiducia, quel senso di affidamento, condizioni imprescindibili per lavorare tutti assieme nell'interesse del Paese. Adesso si volti pagina, questo Paese merita un governo coeso dedito a lavorare per il benessere dei cittadini.

L'appello alla coesione

In nome delle sfide che attendono l'Italia in un momento così cruciale, il premier si rivolge ai "volenterosi" per ritrovare "la massima coesione possibile, il più ampio consenso in Parlamento". 

"Questa alleanza può già contare su una solida base di dialogo alimentata da M5s, Pd, Leu, che sta mostrando la saldezza del suo ancoraggio e l'ampiezza del suo respiro. Sarebbe un arricchimento di questa alleanza poter acquisire contributo politico di formazioni che si collocano nella più alta tradizione europeista: liberale, popolare, socialista. Ma ho chiesto un appoggio limpido e trasparente", ha detto Conte. 

Il premier ha infine annunciato che nei prossimi giorni chiederà "di completare il lavoro avviato per un patto di legislatura" e che si avvarrà della facoltà di nominare una persona di fiducia per la delega ai servizi. 

 

RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook