11:39 26 Febbraio 2021
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Il Cts, riunito in urgenza su richiesta delle regioni, fa sapere che il ritorno in classe non è più procrastinabile e chiede che venga rispettato quanto previsto dall'ultimo Dpcm.

Le scuole possono tornare in presenza nella misura del 50% fino al 75% come previsto dal Dpcm del 14 gennaio. Lo fa sapere il Comitato tecnico scientifico (Cts) al ministro della Salute, Roberto Speranza, dopo la riunione d'urgenza di domenica mattina, su richiesta delle regioni. 

Non ci sarà quindi un nuovo Dpcm ma viene confermato il rientro a scuola da lunedì 18 gennaio. Nel verbale della riunione, riferisce La Repubblica, gli esperti ritengono il ritorno in classe "non più procrastinabile per il grave impatto sull'apprendimento". Le scuole vanno riaperte e qualora un presidente di regione dovesse decidere diversamente, "se ne assume la responsabilità". Bisogna però tener conto tener conto “delle situazioni congiunturali dei diversi territori”.

Ritorno in classe

Viene quindi riconfermato la didattica in presenza in Piemonte, Emilia Romagna, Lazio e Molise, mentre Valle d'Aosta, Trentino Alto Adige, Toscana e Abruzzo sono già partite o giovedì 7 o lunedì 11. La Campania riprenderà con le lezioni in classe della terza elementare, mentre il resto inizierà da lunedì 25 gennaio. 

Regioni dissidenti

Resta ferma l'opposizione dei governatori di Puglia, Sicilia e Friuli Venezia Giulia alla riapertura. 

Il governatore friulano, Massimo Fedriga ha confermato che le scuole lunedì non riapriranno, mentre Michele Emiliano, presidente della regione Puglia, ha confermato che le superiori resteranno al 100% in DaD. Incertezza sulla riapertura anche in Lombardia, Alto Adige e Sicilia, che da domenica è zona rossa. 

 

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Scuola, Coronavirus, Italia
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