18:31 19 Aprile 2021
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Madre, figlio, compagna e una cugina sono stati denunciati dagli agenti del commissariato Casilino. Dalle indagini, durate circa un anno, è emerso che i quattro avevano allestito una vera e propria piazza di spaccio nella palazzina dove abitavano.

Avevano messo in piedi una vera e propria centrale dello spaccio in uno stabile del quartiere Casilino, alla periferia Est di Roma. Un’attività che fruttava ben 30mila euro al mese. Per questo un’intera famiglia romana è finita in manette.

Le indagini, come si legge su Repubblica, erano partite dall’arresto, circa un anno fa, nel febbraio del 2020, di S.B. romano di 28 anni, finito ai domiciliari dopo che gli agenti avevano rinvenuto in casa sua diversi grammi di cocaina e oltre 32mila euro, frutto dello spaccio.

A confermare i sospetti degli inquirenti c’è stato il successivo ritrovamento di sostanze e arnesi utili per tagliare e confezionare la droga, oltre che una lista dei clienti, con nominativi e cifre.

Da qui, grazie alle intercettazioni telefoniche e ambientali, gli investigatori hanno scoperto che il pusher non agiva da solo, ma che aveva messo in piedi, con l’aiuto della sua famiglia, una vera e propria organizzazione dedita allo smercio di cocaina ed eroina.

A partecipare erano la madre, una donna di 43 anni, la cugina di 22 e la compagna dell'uomo.

Nel corso dell’inchiesta le donne erano già finite agli arresti, così come lo stesso pusher. Ma le misure non avevano scoraggiato l’organizzazione.

S.B. non si era dato per vinto, e anche durante il periodo di arresti domiciliari, continuava a vendere le sostanze affacciandosi dalla finestra della cucina.

Secondo la ricostruzione di Repubblica i quattro erano appartenenti ad un “noto clan della Capitale”. Il meccanismo dello spaccio era semplice. I clienti telefonavano per chiedere se la sostanza fosse disponibile. Se la famiglia di pusher dava il via libera non facevano altro che recarsi nel palazzo dove abitavano per prelevare la droga dall’appartamento della madre o della cugina del giovane.

Fino a lunedì scorso, quando, dopo il blitz della polizia nell’edificio, S.B. e sua madre sono stati arrestati e trasferiti in carcere.

La compagna dell’uomo è finita ai domiciliari, mentre per la cugina 22enne è stato disposto l’obbligo di presentarsi alla Polizia Giudiziaria.

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