22:44 15 Gennaio 2021
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La Corte di Strasburgo ritiene che le autorità italiane abbiano ostacolato il contatto tra una nonna e la sua nipote per anni, nonostante il tribunale dei minori si fosse espressa per il mantenimento dei rapporti.

Dall’Europa arriva una nuova condanna per l’Italia, ma questa volta riguarda la violazione di diritti umani. Secondo la Corte europea dei diritti umani (Cedu), infatti, l’Italia avrebbe violato il diritto di una nonna a mantenere i contatti con una sua nipote che le era stata affidata dalla nascita. Lo riporta Rainews.

Secondo i giudici di Strasburgo, la violazione da parte delle autorità italiane non è stata frutto di una discriminazione nei confronti della donna perché la famiglia del marito appartiene all’etnia rom, ma piuttosto all’esistenza in Italia di un problema sistemico per questa tipologia di casi.

Il ricorso alla Corte di Strasburgo era stato avanzato dalla stessa nonna, Emilia Terna, nel 2018 che per anni aveva provato a ristabilire i contatti con la nipote, che nel frattempo era stata affidata ai servizi sociali.

Strasburgo ritiene che la colpa delle autorità italiane è quella di non aver eseguito la decisione del tribunale dei minori che aveva disposto il diritto della signora a incontrare la nipote.

Strasburgo ha condannato a una multa di 4 mila euro lo Stato italiano per danni morali, più 10 mila euro per le spese legali.

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