22:43 15 Gennaio 2021
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Questo il consiglio che il pedagogista e accademico Benedetto Vertecchi lancia agli studenti delle superiori che oggi hanno manifestato in diverse città italiane per chiedere di poter tornare in aula, dopo la decisione della maggior parte delle regioni di continuare con la didattica a distanza.

“I giovani hanno ragione quando dicono che vogliono la scuola”, ha detto a Sputnik Italia il pedagogista, invitando però i ragazzi ad andare oltre le “azioni dimostrative” e “a riunirsi per discutere, anche di materie di studio”, perché “sarebbe più utile se loro attività fossero più rivolte agli scambi verbali”.

“Perché ogni parola che non usano è un’idea persa”.

La Dad? “Una caricatura”

Sulla didattica a distanza adottata finora nelle scuole, il giudizio di Vertecchi è netto: “Questa non è istruzione a distanza. E’ una caricatura".

"L'istruzione a distanza è una questione molto complessa, che richiede accurata progettualità, elaborazione, realizzazione. L’istruzione a distanza si qualifica per il modo in cui il messaggio viene formulato e per il tipo di interazioni che è in grado di provocare. Invece non c’è stato alcun progetto”.

Il Covid sta aggravando problemi preesistenti

E se la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha lanciato l’allarme sul rischio che la dad possa portare a una “deflagrazione della dispersione scolastica”, Vertecchi ha ricordato che ci sono anche altre problematiche che il Covid sta aggravando. 

“Stiamo una fase fortemente regressiva per quanto riguarda la competenza verbale. I bambini oggi imparano meno parole, perché la loro esposizione al linguaggio verbale sta diminuendo, anche per colpa dei mezzi di comunicazione. E quando vengono messi per ore davanti a un monitor, non acquistano linguaggio perché per acquistarlo è indispensabile che ci sia un quadro interattivo”.

Inoltra, ha aggiunto, “ci stiamo muovendo in una società in cui gradualmente il livello culturale sta regredendo. Per esempio, i bambini spesso non sanno più leggere e scrivere i caratteri alfabetici dopo due, tre anni che li hanno imparati. Aspetti che rendono più difficile il compito di apprendimento”.

"Una situazione che si sta aggravando con il Covid", è il monito di Vertecchi.

Manca punto di orientamento sicuro

"E in una situazione critica come quella che stiamo vivendo" non aiuta certo "l'incertezza del quadro di riferimento generale".

"Questo continuo cambiamento delle norme, degli orientamenti, lascia privi di un orientamento sicuro. E' stata sprecata una quantità incredibile di risorse, con un intero sistema scolastico che ha girato a vuoto ormai per quasi un anno, demotivando anche il personale scolastico. 
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