01:17 17 Gennaio 2021
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Nel giorno in cui rientrano in classe solo gli studenti delle scuole superiori di tre regioni, nel resto d’Italia sono previste mobilitazioni contro la didattica a distanza, che secondo la ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, "non funziona più".

Soltanto gli studenti di Toscana, Abruzzo e Valle D’Aosta rientrano oggi in aula, mentre nelle altre regioni il ritorno tra i banchi è stato posticipato dai governatori. In un’intervista a Rai Radio 1, la ministra ha dichiarato di non volere “polemiche” con i presidenti delle regioni che hanno deciso il rinvio, “ma restano i fatti”, ha rimarcato, ossia il venir meno al rispetto dell’intesa raggiunta il 23 dicembre scorso che prevedeva il rientro in presenza del 50% dei ragazzi delle superiori, con lo scaglionamento di ingressi e uscite e il rafforzamento dei trasporti.

Un partecipante alle proteste a Roma contro la scuola online
© REUTERS / Guglielmo Mangiapane
Un partecipante alle proteste a Roma contro la scuola online
"È difficile per gli studenti comprendere perché oggi non si riapre: hanno ragione, capisco le loro frustrazioni, la scuola è un servizio pubblico essenziale, un diritto costituzionale. Ai ragazzi che protestano dico che li capisco: se mi avessero tolto la scuola sarei stata anche io arrabbiata. Ma il governo ha fatto tutto quello che poteva, anche con l'aiuto dei prefetti".
Le proteste a Roma contro la scuola online
© REUTERS / Guglielmo Mangiapane
Le proteste a Roma contro la scuola online

La protesta del Comitato "Priorità alla scuola"

Il Comitato “Priorità alla scuola”, composto da insegnanti, educatori, genitori e studenti, ha annunciato mobilitazioni in diverse città del paese per chiedere che l'apertura delle scuole sia veramente una priorità per il Paese, garantendo lo screening sanitario e la vaccinazione in via prioritaria del personale scolastico a rischio. “Non si può tenere aperto tutto, mentre la scuola resta sempre chiusa, da ormai un anno”, si legge sull’account Facebook.

Azzolina: non si può fare didattica a distanza all’infinito

La ministra dell’Istruzione ha sottolineato la necessità del rientro in classe per garantire socialità ai ragazzi e scongiurare la dispersione scolastica.

“Io ho voluto la dad, ma non si può fare didattica a distanza all’infinito. Nelle regioni a fascia gialla tutto è aperto tranne la scuola superiore e questo creerà profonde cicatrici, i ragazzi hanno bisogno di sfogare la loro socialità. Sono molto preoccupata, oggi la dad non può più funzionare, c’è un black-out della socialità, i ragazzi sono arrabbiati, disorientati e sono preoccupata per il deflagrare della dispersione scolastica“.
  • Le proteste a Roma contro la scuola online
    Le proteste a Roma contro la scuola online
    © REUTERS / Yara Nardi
  • Le proteste a Roma contro la scuola online
    Le proteste a Roma contro la scuola online
    © REUTERS / Guglielmo Mangiapane
  • Le proteste a Roma contro la scuola online
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    © REUTERS / Guglielmo Mangiapane
  • Un partecipante alle proteste a Roma contro la scuola online
    Un partecipante alle proteste a Roma contro la scuola online
    © REUTERS / Guglielmo Mangiapane
  • Le proteste a Roma contro la scuola online
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    © REUTERS / Guglielmo Mangiapane
  • Gli studenti delle scuole superiori protestano a Roma contro la didattica a distanza
    Gli studenti delle scuole superiori protestano a Roma contro la didattica a distanza
    © REUTERS / Yara Nardi
  • Gli studenti delle scuole superiori protestano a Roma contro la didattica a distanza
    Gli studenti delle scuole superiori protestano a Roma contro la didattica a distanza
    © REUTERS / Guglielmo Mangiapane
  • Gli studenti delle scuole superiori protestano a Roma contro la didattica a distanza
    Gli studenti delle scuole superiori protestano a Roma contro la didattica a distanza
    © REUTERS / Yara Nardi
  • Gli studenti delle scuole superiori protestano a Roma contro la didattica a distanza
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Le proteste a Roma contro la scuola online

Azzolina: presto una decisione sulla Maturità

Interpellata sull’esame di maturità, la ministra ha annunciato a breve una decisione.

"Abbiamo chiesto agli studenti di farci delle proposte, devono essere coinvolti, come l'anno passato. Una decisione la prenderemo a breve: i ragazzi in una situazione di incertezza assoluta in cui vivono ora, hanno bisogno quanto meno sulla maturità di avere certezze nel breve tempo che il ministero deve dare".
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