18:39 21 Gennaio 2021
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Cinque territori restano in zona arancione. E il 16 gennaio il nuovo Dpcm con le nuove soglie per entrare in zona rossa e le nuove regole per fermare i contagi.

Dall'11 gennaio l’Italia torna ad essere divisa in zone, a seconda dell’indice di contagio legato alla pandemia di coronavirus. La Penisola sarà in giallo rinforzato e soltanto cinque Regioni resteranno di colore arancione.

In base a questa suddivisione sono circa 220mila i bar, i ristoranti, le pizzerie e gli agriturismi che possono riaprire con il servizio al tavolo secondo l’analisi della Coldiretti sugli effetti della nuova ordinanza del Ministero della Salute in vigore dal 10 al 15 gennaio con la quale restano ancora in area arancione Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Sicilia e Veneto.

Una boccata d’ossigeno per sei locali su 10, il 62% delle attività di ristorazione di tutta Italia secondo Coldiretti.

In base alle regole della zona gialla rafforzata, però, il servizio ai tavoli è consentito solo dalle ore 5:00 alle 18:00. Restano sempre possibili la consegna a domicilio e l’asporto, validi fino alle 22:00.

Nelle zone arancioni sono consentiti la sola consegna a domicilio e l’asporto.

Coldiretti: aperture a singhiozzo sono un rischio

Lo stop and go delle ordinanze per le aperture e le limitazioni presenti in molti casi “creano ostacoli alla programmazione delle attività che spesso non sono considerate neanche sufficienti a dare sostenibilità economica ed a giustificare le aperture anche con chiusure definitive”, secondo la Coldiretti.

Una situazione che rischia di dare il colpo di grazia ai consumi alimentari degli italiani fuori casa che nel 2020 sono scese al minimo da almeno un decennio con un crack senza precedenti per la ristorazione che dimezza il fatturato (-48%) per una perdita complessiva di quasi 41 miliardi di euro, secondo le stime Coldiretti su dati Ismea.

E gli effetti della chiusura delle attività di ristorazione – continua la Coldiretti – si fanno sentire a cascata sull’intera filiera agroalimentare con disdette di ordini per le forniture di molti prodotti agroalimentari, dal vino all’olio, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco.

Il nuovo Dpcm dal 16 gennaio

Il Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia
Il Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia

Da domani parte anche il confronto tra governo e Regioni sulle nuove norme da attuare dopo il decreto ponte che scade il 15 gennaio. Prevista una riunione tra il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia, i governatori, l’Anci e l’Upi. Parteciperà in collegamento anche il ministro della Salute Roberto Speranza.

Ecco le ipotesi al vaglio:

  • Una “nuova” zona rossa regionale che scatta in automatico con un’incidenza settimanale dei casi superiore a 250 ogni 100mila abitanti. Una proposta dell'Istituto superiore di Sanità, condivisa con il Cts.
  • Si discuterà anche della proroga dello stato di emergenza che scade il 31 gennaio.
  • La conferma dei weekend arancioni anche nelle regioni gialle con la libertà di muoversi all'interno del proprio comune e della propria regione, negozi aperti ma bar e ristoranti chiusi.
  • Al vaglio l'ipotesi di confermare le restrizioni alle visite a parenti e amici (una volta al giorno in non più di due persone con minori di 14 anni al seguito).
  • La chiusura di palestre, piscine, ma è allo studio l'apertura almeno per le lezioni individuali.
  • Chiusi musei, cinema e teatri.

Regole per la zona arancione

Il decreto ponte del 5 gennaio prevede per le Regioni in zona arancione il divieto agli spostamenti fuori dal proprio comune tranne che per "comprovate esigenze" da indicare nell'autocertificazione o solo nei centri con popolazione fino a 5.000 abitanti, entro 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia.

Restano aperti i negozi bar e ristoranti comprese le pasticcerie e le gelaterie solo per l'asporto.

Centri commerciali chiusi nei festivi e nei prefestivi. Chiuse palestre, piscine e centri sportivi ma è consentito fare attività motoria all'aperto nel proprio comune.

Resta il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino successivo. 

Regole per la zona gialla

Si tratta di una zona gialla “rafforzata”, secondo le indicazioni del governo.

Vale sempre il coprifuoco dalle 22 alle 5.

È previsto il blocco dei confini regionali, con l’impossibilità di spostarsi tra Regioni anche se in fascia gialla se non per motivi di urgenza, lavoro e salute .

Chiusi i centri commerciali nei festivi e prefestivi, che tornano a essere considerati zona arancione anche per le Regioni con indice di contagio più basso.

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Italia, Coronavirus
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