10:14 23 Gennaio 2021
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Secondo i dati dell'Ingv nel 2020 la nostra penisola ha tremato per 16.597 volte, con una media di un terremoto ogni mezz'ora. E dall'Istituto arriva la mappa interattiva accessibile a tutti per monitorare le scosse sul territorio italiano.

Nel 2020 in Italia c’è stato un terremoto ogni mezz’ora. Lo certifica la Rete Sismica Nazionale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), che per tutta la durata dello scorso anno ha registrato una media di 45 terremoti al giorno attraverso le Sale di Sorveglianza operative h24.

In totale, la nostra penisola ha tremato 16.597 volte. Una media di circa 45 terremoti al giorno con un intervallo di un evento ogni mezz’ora circa. Si tratta, secondo il sismologo Alessandro Amato, di un dato “molto simile a quello del 2019” ma “inferiore se lo si confronta con i terremoti del 2016 e 2017 caratterizzati dalla sequenza sismica in Italia Centrale, iniziata il 24 agosto 2016".

Era l’anno del terremoto che sconvolse il centro Italia, devastando i paesi più vicini all’epicentro del sisma, come Amatrice, Accumuli e Arquata del Tronto.

Quest’anno invece, secondo la relazione dell’INGV, “i più forti terremoti sono stati localizzati al di fuori del territorio italiano”.

“Gli eventi sismici di magnitudo pari o superiore a 5.0 – specificano i sismologi - sono avvenuti in Albania, in Algeria e in Croazia, durante la sequenza sismica di fine dicembre con il forte terremoto di magnitudo Mw 6.3 del 29 dicembre, nei pressi della città di Petrinja”.

La terra ha tremato per la prima volta nel 2020 il primo gennaio con un sisma della durata di un minuto e mezzo con epicentro a Sefro in provincia di Macerata, nelle Marche, e l’ultima volta a Ragalna, nel Catanese, alle 23.41 del 31 dicembre. Si è trattato, per entrambi gli eventi, di scosse lievi, con magnitudo inferiore a 2.0.

“Quasi il 90% dei terremoti localizzati in Italia nel 2020 ha avuto magnitudo minore di 2.0 e, probabilmente, non è stato avvertito dalla popolazione, salvo qualche eccezione nel caso di ipocentri molto superficiali ed in prossimità di aree abitate, come quelli accaduti nelle aree vulcaniche della Campania”, spiega Maurizio Pignone, geologo dell’INGV.

“La maggior parte dei terremoti – ha proseguito - è legata a sequenze sismiche, avvenute in Italia nel 2020. Altri, invece, sono considerati eventi "isolati" come, ad esempio, il terremoto a Milano del 17 dicembre di magnitudo 3.8”.

La sorveglianza da parte dell’INGV, spiegano dall’Istituto, è andata avanti 24ore su 24 nonostante la pandemia. Non solo. L’istituto ha creato anche una mappa interattiva per classificare “i terremoti di magnitudo maggiore o uguale a 1.5.” attraverso la quale gli utenti possono informarsi sui parametri che hanno caratterizzato ogni evento sismico registrato.

“La rappresentazione grafica degli eventi sismici verificatisi in Italia è uno strumento fondamentale che l’INGV mette a disposizione dei cittadini e della comunità scientifica per incrementare la consapevolezza della fragilità dei nostri territori lungo tutta la penisola, oltre che a dare uno strumento di ricerca agli studiosi di tutto il mondo”, ha spiegato il presidente, Carlo Doglioni.

 “La Terra – ha concluso il professore - è un pianeta vivo, l’Italia continuerà sempre ad avere terremoti e dobbiamo investire nella loro maggiore conoscenza per difenderci meglio in futuro”.

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