10:35 23 Gennaio 2021
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Con la ripartenza delle piste sciistiche il settore turistico, uno dei più colpiti della pandemia, teme un flop ancora prima delle riaperture. Incertezze su settimane bianche, ancora più problemi in caso di zone rosse durante i weekend, riporta il portale Adnkronos.

Quest'anno la stagione invernale del turismo non è decollata a causa della pandemia, provocando disagi per albergatori, gestori degli impianti di risalita, dei rifugi e baite di montagna, maestri di sci e lavoratori stagionali.

La stagione appare già compromessa e l'ulteriore slittamento della riapertura delle piste al 18 gennaio danneggia lavoratori che hanno già registrato il 40% in meno di presenze rispetto all'anno scorso, ovvero una riduzione di 20 milioni di presenze ad oggi e perdite di fatturato pari a un terzo degli 11 miliardi di euro della stagione invernale, riporta Adnkronos.

Federturismo Confindustria: "Stagione invernale compromessa, il fatturato più alto nel periodo tra Immacolata e Epifania"

Di fatto la stagione invernale rischia di concludersi ancora prima di essere iniziata, visto l'alto numero di italiani che la settimana bianca la effettuano nel periodo natalizio, come afferma la presidente di Federturismo Confindustria Marina Lalli.

"La stagione invernale è compromessa perché il fatturato più alto si realizza nel periodo che ormai ci lasciamo alle spalle, dall’Immacolata all'Epifania [...] la prospettiva delle settimane bianche nei prossimi mesi è incerta perché non si è capito ancora quanto del periodo che abbiamo davanti si potrà sfruttare in termini turistici" afferma Lalli al portale Adnkronos, aggiungendo preoccupazione per un'ipotesi del Dpcm su possibili zone rosse nei weekend.

Assoturismo Confesercenti: stagione "flop", a rischio tutto l'indotto

Anche il presidente di Assoturismo Confesercenti Vittorio Messina definisce la stagione invernale ora alle porte come un "flop".

"Visto che il primo trimestre di ogni stagione invernale rappresenta circa 60 milioni di presenze noi stimiamo che ci sarà almeno un calo del 40% delle presenze al netto di queste misure ma se dovessero intervenire ulteriori restrizioni il calo sarebbe ancora maggiore. Non è in discussione solo l'attività sciistica ma l'intera filiera che muove il turismo invernale e quindi i posti di lavoro e tutto l'indotto della montagna che quest'anno resterà fermo" ha affermato Messina.

Secondo le stime di Federturismo, anche gli impianti di risalita sono tra i più colpiti, settore che fattura ogni anno 1,2 miliardi di euro e conta su 15 mila dipendenti, di cui 5 mila a tempo indeterminato e 10 mila stagionali.

A inizio anno il ministro della salute Speranza ha firmato l'ordinanza per differire la riapertura degli impianti sciistici, rimandata al 18 gennaio 2021, in seguito alla richiesta dei vari governatori regionali.

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