22:18 15 Gennaio 2021
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Così il leader di Italia Viva in un’intervista al Corriere della Sera, in cui non scioglie la riserva sulle possibili dimissioni delle ministre Teresa Bellanova e Elena. E al presidente del Consiglio Giuseppe Conte dice: “Lo aspettiamo al Senato”.

“Tutti sanno che non ci saranno elezioni. Dobbiamo aprire le scuole, non i seggi. Dobbiamo aumentare il numero dei vaccinati, non dei candidati. Dobbiamo scrivere il Recovery plan, non i libri dei sogni elettorali. Le elezioni fanno paura a chi verrebbe politicamente decimato come i trecento parlamentari del Movimento Cinque Stelle, non ai diciotto senatori di Italia viva”, ha detto Renzi, smentendo di temere il voto. 

Alla domanda se il premier abbia cambiato atteggiamento e voglia arrivare a un accordo con Italia Viva, Renzi ha risposto:

“So che l’ultimo giorno dell’anno l’avvocato Conte ha disertato il Senato dove stavamo discutendo una legge di Bilancio da approvare in 24 ore, senza possibilità di fare emendamenti pena l’esercizio provvisorio. Siamo stati costretti a questo scandalo dai ritardi dell’esecutivo e tutto il Senato ha espresso il proprio rammarico per la mortificazione del Parlamento. In quel momento il presidente anziché venire in Aula a scusarsi, ha scelto di fare una conferenza stampa senza aspettare nemmeno per garbo che i senatori finissero i lavori. E in quella conferenza stampa — ironia della sorte — Conte ha risposto alle sollecitazioni di Italia viva, dicendo: “Ci vediamo in Parlamento”. Lo aspettiamo al Senato, allora, che posso dire di più?”.

Fallita l'operazione "responsabili"

Secondo il leader di Italia viva, Conte puntava a sostituire Italia Viva con l'apporto di un gruppo di senatori "responsabili": "Ci hanno provato e la risposta molto secca dei gruppi che fanno riferimento al segretario Cesa e al presidente Toti ha indebolito il progetto. Alla fine il soccorso all'operazione 'responsabili' è arrivato solo dalla senatrice Mastella che è stata generosa pensando a ciò che i grillini avevano detto su di lei e sulla sua famiglia in passato. Generosità non sufficiente, forse, a garantire le strategie dei pensatori di riferimento del premier, taluni editorialisti che gli suggerivano di sostituire Italia viva".

“Se vogliono un confronto parlamentare noi ci siamo: si chiama democrazia e di democrazia non è mai morto nessuno”, ha rimarcato.

Conte ter o nuovo esecutivo?

"Non so che formula prevarrà", ha affermato l'ex presidente del Consiglio.

"So che questo è il tempo di mettere al centro l`interesse dell'Italia e degli italiani contro gli egoismi di parte. L`appello del presidente della Repubblica nel messaggio di fine anno perché prevalgano le ragioni dei 'costruttori' mi sembra saggio e illuminante".

Bellanova e Bonetti pronte a lasciare

Renzi non scioglie il dubbio se la delegazione di Italia viva lascerà o meno il governo: "Le ministre Bellanova e Bonetti e il sottosegretario Scalfarotto sono persone serie. Stanno al governo perché hanno delle idee, non per vanagloria. Se queste idee non piacciono, noi non siamo come gli altri: le poltrone le lasciamo".

E le voci di un accordo per un ministero e qualche sottosegretario in più sono “false”, ha dichiarato.

“Siamo gli unici a dimetterci, altro che storie”.

Governo bis al bivio

Saranno decisive le prossime ore per capire quale sarà l'esito dello scontro in atto ormai da settimane tra Renzi e Conte e delle manovre di mediazione in corso tra i partiti. 

 

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