09:29 25 Febbraio 2021
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Il segretario dello Snals, insieme ad altri sindacati, ha espresso le sue preoccupazioni sulla ripartenza delle scuole in presenza il 7 gennaio a causa dell'aumento dei contagi nel periodo delle vacanze.

Con l'avvicinarsi del 7 gennaio e quindi del rientro a scuola degli alunni delle superiori, i sindacati mostrano i loro dubbi sulla ripresa delle lezioni e vorrebbero far slittare la data al 18 gennaio.

La notizia è riportata da Ansa, che cita il segretario di Snals Elvira Serafini.

"La riapertura della scuola il 7 gennaio è troppo rischiosa. Stiamo prendendo atto dei problemi dell'aumento dei contagi di questi giorni. Giorno 18 gennaio potremmo già avere un'idea dell'andamento epidemiologico e decidere a ragion veduta" ha dichiarato Serafini.

Cisl Scuola: "Troppa disomogeneità nelle soluzioni"

"Continuiamo a leggere notizie giornalistiche ma con il Ministero non c'è nessun tipo di confronto. I dirigenti scolastici sono stremati; continuano a fare e rifare orari per le attività didattiche in presenza al 50%. Le famiglie sono confuse, i docenti si stanno reinventando modalità didattiche per tenere insieme i gruppi classe e quelli in Ddi. Non è ancora chiaro se alle Regioni sono arrivate le risorse per ampliare la mobilità con mezzi aggiuntivi. In alcuni casi non vengono investiti i finanziamenti assegnati nei mesi scorsi per ritardi burocratici. Ci preoccupa tanto la disomogeneità delle soluzioni" ha affermato Maddalena Gissi, segretaria di Cisl Scuola.

Quest'ultima ha poi aggiunto che manca al momento in Italia un'idea complessiva di sistema e si ricorre a soluzioni tampone che non fanno il bene degli alunni e del futuro del Paese.

"Il 7 si rientrerà? La soluzione sarà estratta il giorno della Befana come succedeva un tempo con la Lotteria Italia!", conclude la dirigente sindacale Gissi.

Uil Scuola: "Affrontare la realtà a cominciare dai presidi sanitari e dalla campagna di vaccinazione, perno la scuola"

Anche Uil Scuola ha espresso i suoi dubbi sulla gestione del rientro in classe degli studenti. Secondo quanto riferito dal segretario Turi è necessario che affrontare la questione a partire dalla campagna di vaccinazione, la quale dovrebbe fare perno sulla scuola per non finire come trasporti e scaglionamento che considerano la scuola come un settore che si deve adattare alle esigenze.

"E' un errore scaricare sulla scuola le evidenti inadempienze diffuse che la scuola e il futuro del paese subisce e subirà nel tempo. Sarebbe ora di tornare all'unità e al consenso. Le forzature e lo scaricabarile sulle responsabilità non fa bene alla scuola e al futuro dell'Italia. Dall'emergenza si esce tutti insieme e se si torna al dialogo e al confronto" ha sottolineato il segretario Pino Turi.

Nei giorni scorsi il virologo Burioni ha pubblicato un'aggiornamento sulle ultime notizie riguardanti la "variante inglese" del virus SARS-CoV-2 affermando che quest'ultima circola con particolare intensità nei bambini e nei giovani e quindi di aumentare il livello di sorveglianza vista la ripartenza delle scuole.

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