11:19 22 Gennaio 2021
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Le regioni chiedono di rivedere i 21 parametri utilizzati per la stima del livello di rischio e di tener conto dei test antigenici per calcolare l'incidenza dei positivi.

Dal 7 gennaio l'Italia non sarà più zona rossa e si torna al sistema delle divisioni per fasce gialle, arancioni e rosse con restrizioni proporzionate al livello di rischio della regione. Un sistema che a detta del ministro della Salute, Roberto Speranza, ha dimostrato di "funzionare abbassando l'indice Rt senza bloccare il Paese" 

Il decreto Natale resterà in vigore sino al 6 gennaio e unirà l'intero territorio nazionale sotto il livello massimo di allerta, il rosso, con severe restrizioni e divieti agli spostamenti. L'unica eccezione sarà lunedì 4 gennaio, giorno di allerta arancione, con un alleggerimento ai divieti di circolazione. Sarà possibile spostarsi all'interno del proprio comune di residenza o domicilio senza bisogno di autocertificazione. 

Durante la prossima riunione della cabina di regia, prevista per la settimana entrante, verrà esaminata la situazione epidemiologica regione per regione per assegnare le nuove fasce di rischio. A questo propositi i governatori hanno presentato all'Istituto Superiore di Sanità (Iss) un documento per chiedere una revisione dei 21 parametri utilizzati nel monitoraggio.  In base all'ultimo report del Iss le regioni a maggior rischio sono Veneto, Liguria e Campania.

Le richieste delle regioni

Le giunte regionali chiedono una revisione dei 21 parametri utilizzati per assegnare le fasce colorate, relativi al rischio epidemiologico e alla reattività dei sistemi sanitari regionali. La richiesta è quella di considerare il numero test antigeni, ovvero il tampone rapido, per calcolare l'incidenza dei positivi sul totale delle diagnosi effettuate. Il Veneto, in particolare, ha fatto ricorso in maniera massiccia a questo tipo di screening, più rapido ma meno preciso del test molecolare.

Regole dopo il 6 gennaio

Con il ritorno al sistema "colorato", le regole varieranno in base al rischio della regione. Nelle fasce gialle e arancioni i negozi saranno aperti sino alle ore 21, resterà il coprifuoco ma ristoranti, bar e locali continueranno a subire importanti restrizioni alla propria attività. 

Gli spostamenti inter-regionali saranno consentiti solo tra le aree in giallo, mentre in quelle rosse e arancioni non sarà possibile spostarsi al di fuori del proprio territorio comunale. 
Resta l'incognita per gli impianti di scii, con i presidenti di regione che sperano in una provvidenziale riapertura il 18 gennaio per salvare la stagione, mentre le partite di calcio continueranno ad essere giocate in stadi vuoti e nei musei si potrà entrare da metà mese, ma solo su prenotazione. 

Il 6 gennaio il Cts si riunirà per discutere la possibilità di riaprire palestre e piscine, chiuse dallo scorso novembre, ma cinema e teatri resteranno chiusi non solo per il rischio contagi in sala ma anche per i possibili assembramenti al botteghino o all'ingresso. 

Nessuna possibilità di riapertura per le discoteche, ritenute responsabili della risalita della curva dei contagi la scorsa estate. Secondo il Comitato tecnico scientifico per riaprire le sale da ballo si dovrà attendere una riduzione dell'indice di contagio al di sotto di 0,5. 

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