16:24 25 Gennaio 2021
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In una lunga intervista a La Stampa il presidente dell'Associazione dei Presidi ha fatto il punto sull'eventuale riapertura totale degli istituti scolastici.

Anche l'Associazione dei Presidi non sembra essere del tutto convinta circa una eventuale completa riapertura degli istituti scolastici, manifestando perplessità in tal senso e chiedendo pubblicamente il mantenimento del regime di Didattica a distanza perlomeno fino alla fine di gennaio.

"Noi pensiamo che in una settimana passare dal 50 al 75 per cento sia difficile. Si fa fatica a comprendere che tutte queste decisioni richiedono scelte organizzative complesse all’interno degli istituti. La scuola non è come un ufficio o una  catena di montaggio c’è da tener presente la rete di relazioni che  coinvolge, bisogna tener conto di tutte le giuste esigenze di docenti  e personale. Quindi auspichiamo di continuare al 50 per cento fino  alla fine di gennaio", con queste parole il presidente Antonello Giannelli ha esplicato la posizione dell'Associazione di categoria in un'intervista a La Stampa.

Il problema principale, ha chiarito il presidente dei presidi, risiede nella questione dei trasporti, che non è ancora stata risolta:

"Il problema principale restano i trasporti. Molti tavoli provinciali hanno scelto come soluzione lo scaglionamento degli ingressi. È una soluzione su cui non siamo d’accordo se lo scaglionamento significa ritardare di tanto gli alunni che entrano al secondo turno e che quindi prolunga la loro permanenza a scuola con inevitabili ricadute negative. Eppure di tempo ce n’è stato. La scuola l’ha utilizzato per adattarsi alla necessità di prevenire i contagi, invece i trasporti continuano ad avere una rigidità", ha precisato Giannelli.

Secondo l'Associazione Presidi la frequenza al 50% evita "problemi di affollamento nelle classi" sebbene permangano "alcuni nodi come la difficoltà di garantire il ricambio d'aria", un'altra delle questioni sulle quali è stato posto l'accento nell'ambito di un invocato "Piano Marshall" per la scuola:

"Non si è mai pensato a un sistema di aerazione degno di questo nome. I banchi servivano, è stato rinnovato l’arredo scolastico dove era necessario, non mi sento di criticare questa scelta. Piuttosto, avendo preso atto che per tanto  tempo la scuola non è stata destinataria di risorse, non vedo nulla di male nell’investire anche in altro. Bisogna pensare a un rimodernamento complessivo degli edifici, ci vuole un piano Marshall per la scuola", ha concluso

Nelle scorse ore anche il presidente del Veneto Luca Zaia si è detto scettico rispetto ad un'eventuale riapertura totale degli istituti scolastici al termine del periodo delle vacanze natalizie.

La questione scuola

Sebbene secondo i sondaggi l'ipotesi riapertura delle scuole paia essere gradita ad un italiano su due, al momento non sembra esserci univocità nell'orientamento del Governo sulla questione.

Nei giorni scorsi il consigliere del ministro della Salute Walter Ricciardi aveva proposto di mantenere la chiusura delle scuole e il lockdown perlomeno fino a metà gennaio.

D'altra parte, il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri si era detto favorevole ad una riapertura a dispetto del fatto che nel prossimo futuro non sia da escludere una ripresa dei contagi. 

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