23:54 16 Maggio 2021
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È il rifacimento del famoso poster americano del motto “We can do it”. È apparso di fronte la sede dell’Ambasciata del Paese sudamericano.

La street artist Laika ha lasciato di nuovo il segno. È successo a Roma, più esattamente in via Torino, di fronte l’Ambasciata dell’Argentina. La sera del 30 dicembre, poche ore dopo l’approvazione della legge sull’aborto nel Paese sudamericano, è comparso un nuovo poster di Laika che celebra la norma, dirompente per l’Argentina, a maggioranza cattolica.

"Es Ley", opera della street artist Laika

L'opera è un rifacimento del famoso poster americano "We can do it!", che risale al periodo della Seconda Guerra Mondiale, e celebra la legalizzazione dell'aborto in Argentina.

L’artista ha dichiarato a proposito del suo nuovo lavoro: "Finalmente in Argentina una battaglia lunga decenni giunge a compimento ma c'è ancora moltissima strada da fare in tutto il mondo”.

“Solamente 60 paesi permettono l'accesso libero e legale all'aborto; solo il 37% delle donne in età fertile vive in paesi in cui l’aborto è permesso senza divieti. Oggi si festeggia questo importante traguardo per ripartire ancora più forti domani con la speranza questo vento di cambiamento soffi su tutto il Sudamerica".

Chi è Laika

L’artista è attiva dal 2019, non ha mai rivelato la sua identità. Si sa di lei che è una donna di Roma che tiene molto alla sua riservatezza. Si è sempre mostrata con una maschera bianca sul volto e una parrucca rossa. Il nome d’arte scelto, Laika, è un omaggio alla cagnolina inviata nello spazio.

La sua attività è iniziata con dei bozzetti per le magliette, come ha raccontato lei stessa in una rara intervista, poi c’è stato il progetto No Eyez On Me e gli sticker in giro per Roma. 

Successivamente sono iniziati i poster sui muri della Capitale: tra i più famosi si ricordano quello per Daniele De Rossi a Testaccio, l’Abbraccio di Regeni a Zaki di fronte all’Ambasciata d’Egitto, Vittorio Sgarbi a cavallo di una capra e uno degli ultimi, il poster per la scomparsa di Gigi Proietti, affisso in un luogo simbolo di uno dei suoi film più famosi, “Febbre da cavallo”.

Tags:
aborto, Argentina
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