04:12 21 Aprile 2021
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In un'intervista al Corriere della Sera il ministro della Salute, Roberto Speranza, annuncia che dopo l’Epifania tornerà il sistema delle “fasce di rischio” e la chiusura alle 18 per bar e ristoranti. Resta in vigore anche il coprifuoco. E sui vaccini: “La volontarietà è la scelta giusta”.

L’inizio del 2021 sarà all’insegna delle misure restrittive. Lo annuncia in un’intervista al Corriere della Sera il ministro della Salute, Roberto Speranza.

Coprifuoco e chiusure sono “l’unica cosa che funziona”, ha detto, “finché i vaccini non produrranno un impatto epidemiologico sulla popolazione”.

Dopo l’Epifania, quindi, tornerà il sistema delle “fasce di rischio” e la chiusura alle 18 per bar e ristoranti.

Difficile, per il ministro, immaginare anche la riapertura di “piscine, palestre, cinema, teatri, stadi”. “Siamo ancora dentro la seconda ondata – ammonisce - abbiamo ancora troppi casi e troppi morti".

Prioritario, invece, per Speranza, resta il ritorno a scuola degli studenti.

Per quanto riguarda la campagna vaccinale iniziata il 27 dicembre, il ministro ha assicurato che arriveranno entro il primo trimestre del 2021 “otto milioni di dosi” del vaccino Pfizer.

Se entro il 6 gennaio l’Ema darà il via libera all’utilizzo del siero sviluppato da Moderna secondo Speranza arriveranno altre “1,3 milioni di dosi”. “Se poi arriva il sì ad AstraZeneca – ha aggiunto - possono arrivarne molte altre”.

“Ma da Ema – ha detto - non arrivano ancora certezze e questo ridurrà sicuramente il numero delle disponibilità a breve, questa è la verità”.

“L’Italia ha fatto le cose bene – rivendica il ministro - e renderemo pubblici tutti i dati in tempo reale, regione per regione.

Il punto non è chi somministra prima mille dosi, ma costruire una macchina che consentirà di vaccinare milioni di persone”. E promette un’accelerazione per raggiungere Paesi europei come la Germania.

Sull’obbligo vaccinale di cui si discute in queste ore Speranza chiarisce che “la volontarietà del vaccino è la scelta giusta”. “Abbiamo ancora dosi limitate – ha spiegato - e non dobbiamo dividere il Paese tra scientisti illuminati e cavernicoli dubbiosi”. “Non vogliamo spaccare il Paese”, prosegue nell’intervista al Corriere.

Intanto, dalle regioni, assicura, arrivano segnali “incoraggianti sull’adesione del personale sanitario”. “La volontarietà – conclude - è la via maestra, come riconosciuto dal Comitato di bioetica, poi valuteremo i numeri e l’eventuale eccezione per alcuni segmenti, ma solo come subordinata”.

Se il piano messo a punto dal governo procede senza intoppi, tra l’estate e l’autunno del 2021 l’Italia avrà raggiunto l’immunità di gregge.

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