00:35 07 Maggio 2021
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Uccisa probabilmente con un martello Agitu Gudeta, donna etiope simbolo dell’integrazione in Italia. Ad ucciderla un dipendente della sua azienda agricola.

Uccisa Agitu Gudeta, donna etiope che aveva messo radici a Frassilongo in provincia di Trento, dove gestiva una azienda agricola bio di nome ‘Capra Felice’ di cui si era occupato anche Vanity Fair.

Donna simbolo di integrazione, sarebbe stata uccisa per una questione di soldi e violentata mentre era agonizzante.

Agitu, 42 anni, è stata ritrovata morta nella serata di ieri e sarebbe stata colpita alla testa da un martello. Ad accorgersene i vicini di casa allertati da una conoscente che la attendeva ad un appuntamento. Da qui la scoperta del suo corpo senza vita in camera da letto.

I carabinieri nella notte avevano fermato un suo dipendente, il quale ha poi confessato l’omicidio davanti al giudice e all'avvocato assegnatogli d'ufficio. Si chiama Adams Suleimani, ha 32 anni ed è ghanese. Nell’azienda di Agitu si occupava di far pascolare le capre scrive l’Ansa.

I primi sospetti, tuttavia, si erano concentrati sull’uomo che nel 2018 aveva minacciato la donna e che il tribunale aveva condannato a 9 mesi per lesioni, senza riconoscerne l’aggravante dell’odio razziale. L’uomo, che abita nella baita confinante con l’abitazione di Agitu, è ritenuto dai carabinieri estraneo ai fatti.

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