16:20 25 Gennaio 2021
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Oggi al Mise si è svolto un nuovo incontro tra la sottosegretaria Alessandra Todde, il dirigente di Invitalia (Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa) Roberto Rizzardo, e il direttore delle risorse umane della Whirlpool Carmine Trerotola.

Al tavolo di oggi al Mise, la Whirlpool, rappresentata dal direttore delle risorse umane Carmine Trerotola, ha ribadito al governo la volontà dell'azienda di richiedere la cassa integrazione per i lavoratori dello stabilimento di Napoli a partire dal 1° gennaio, per poi aspettare il prossimo marzo quando, salvo proroghe, terminerà di essere valido il decreto sul blocco dei licenziamenti varato dall'esecutivo per arginare l'emergenza economico-sociale della pandemia di coronavirus.

Durante la discussione Carmine Trerotola ha inoltre confermato la disponibilità della multinazionale alla cessione del sito, ma senza rivelare altri dettagli.

All'incontro erano presenti anche la sottosegretaria Alessandra Todde, il dirigente di Invitalia (Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa) Roberto Rizzardo.

Per sindacati "disonorevole" comportamento dell'azienda

La Fiom-Cgil ha commentato l'ennesimo vertice al Mise sul futuro dello stabilimento partenopeo della Whirlpool. In particolare i sindacati hanno duramente criticato i piani della multinazionale per chiedere la Cig.

"Troviamo disonorevole il comportamento di Whirlpool. Ricordiamo che in presenza del blocco dei licenziamenti la copertura economica degli stipendi dovrebbe essere in capo all’azienda. La cassa Covid-19 interamente a carico dello Stato, da gennaio a marzo 2021, rappresenta un ulteriore risparmio per Whirlpool", si afferma in un comunicato congiunto di Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom-Cgil e responsabile elettrodomestici e Rosario Rappa, segretario generale Fiom-Cgil di Napoli.

Per la Fiom-Cgil la cassa integrazione deve essere solo uno strumento integrativo per "garantire il salario pieno alle lavoratrici e ai lavoratori di Napoli."

"Napoli deve continuare a produrre lavatrici di alta gamma. Auspichiamo che il Governo assuma un ruolo più deciso nel mettere in discussione le scelte della multinazionale. E’ stata persa una grande occasione per Napoli, la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori continua", prosegue la nota dei sindacalisti.

Il caso Whirlpool

Ad inizio anno Whirlpool, nel corso di un tavolo con il Ministro dello Sviluppo Economico, aveva fatto sapere di non poter più sostenere l’impianto di produzione di Napoli.

Secondo quanto riferito dai vertici di Whirlpool, l’impianto di Napoli perde 20 milioni di euro annui ed è una situazione nota ai dirigenti dell’azienda sin dal 2018. L’azienda rivendica di aver provato a rilanciare il sito produttivo, ma di non esserci riuscita.

L’impianto di Napoli avrebbe dovuto ricevere ulteriori 17 milioni di investimenti che sono stati dirottati sugli altri impianti dell’azienda presenti in Italia.

Tags:
Economia, Lavoro, Napoli, Whirlpool, Italia
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