16:51 27 Gennaio 2021
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La camorra è pronta a mettere le mani sui soldi europei durante il periodo di rilancio dell'economia italiana, a dirlo il procuratore di Napoli Melillo.

Hanno risentito del blocco delle attività produttive e commerciali centinaia di migliaia di imprese lecite come testimoniato oggi dalla Confcommercio, ma anche le mafie hanno subito il contraccolpo.

La camorra, ha spiegato il procuratore di Napoli Giovanni Melillo durante la conferenza stampa sull’arresto del boss latitante dei Monti Lattari Antonio Di Martino, è pronta a ripartire sfruttando i fondi europei.

Il procuratore di Napoli usa parole gravi e afferma che ci sono “rischi gravi e concreti di accesso di imprese collegate al crimine organizzato ai finanziamenti garantiti dalla mano pubblica per consentire il ristoro e il rilancio dell’attività economica”.

L’imprenditoria malavitosa è quindi già all’opera per mettere le mani su una ingente quantità di denaro che nei prossimi anni giungerà in Italia attraverso il piano della Commissione europea Next Generation EU.

Le mafie hanno i capitali per infiltrarsi

Quello che fa notare il procuratore, è che le mafie e la camorra, in questo caso specifico, hanno tutti i fondi necessari per infiltrarsi nell’economia sana in un momento così difficile in cui le attività commerciali sono piegate dalla crisi economica.

Al netto delle quasi 400 mila imprese che hanno chiuso nel 2020 (dati Confcommercio), nel 2021 altre proveranno a resistere ma potrebbero aver bisogno di stanziamenti economici.

“La multiforme dimensione imprenditoriale delle principali organizzazioni camorristiche permette margini di adattamento alle nuove necessità e consente di operare senza i bisogni di liquidità e le difficoltà tipiche delle imprese non governate da interessi criminali”, ha detto il procuratore Melillo.

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Napoli, Camorra
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