23:01 15 Gennaio 2021
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Il Pontefice ha dedicato la preghiera di Santo Stefano ai martiri della Chiesa e a coloro che sono perseguitati in nome di Cristo. "Oggi più che nei primi tempi", ha detto.

L'Angelus di Santo Stefano non è stato celebrato nella Piazza del Vaticano davanti ai fedeli, ma è stato trasmesso in diretta streaming dalla Biblioteca del Palazzo apostolico per evitare gli assembramenti nel rispetto delle misure anti-contagio. 

"Dobbiamo farlo così per collaborare nelle disposizioni che ha dato l'autorità per aiutarci a tutti noi a fuggire da questa pandemia", ha detto Papa Francesco quando il collegamento ha avuto inizio. 

La preghiera del giorno di Santo Stefano, primo martire della Chiesa e testimone di Cristo per la diffusione del Vangelo, è stata dedicata a tutti i cristiani martirizzati per la loro fede. 

"Persone che rispondono al male con il bene, che non cedono alla violenza e alla menzogna, ma rompono la spirale dell’odio con la mitezza dell’amore. Questi testimoni accendono l’alba di Dio nelle notti del mondo", ha affermato il Santo Padre.

Francesco ha poi ricordato che ancora oggi sono tanti al mondo i cristiani perseguitati per diffondere il Vangelo.

"Sono tanti, purtroppo. Sono più che nei primi tempi della Chiesa. Affidiamo alla Madonna questi nostri fratelli e sorelle, che rispondono all’oppressione con la mitezza e, da veri testimoni di Gesù, vincono il male con il bene", ha detto.

Nei saluti finali il Papa ha ringraziato per gli auguri ricevuti da tutto il mondo è ha auspicato che questa “bufera della gioia del Natale” possa suscitare in tutti “il desiderio di contemplare Gesù nel presepe per servirlo e amarlo nelle persone che ci stanno accanto”.

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Papa Francesco, vaticano, Italia
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