14:47 24 Gennaio 2021
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Il Covid-19 ridurrà i posti a tavola ma non priverà gli italiani della cucina natalizia. Ogni angolo d'Italia ha la sua specialità, ecco quali prelibatezze riserva la tradizione di Natale regione per regione.

Il Natale in zona rossa ha fatto crollare le spese delle famiglie per il pranzo di Natale. Un'indagine svolta da Ixè per Colidiretti, rivela che il costo medio per imbandire una la tavola è di 82 euro a famiglia, il valore minimo negli ultimi dieci anni, ridotto di circa un terzo rispetto al 2019. 

A incidere sul calo del budget destinato al pranzo natalizio non ci sono solo le restrizioni alle visite imposte dall'ultimo decreto legge, ma anche la chiusura di ristoranti e agriturismi che l'anno scorso nel solo giorno di Natale avevano ospitato 5 milioni di italiani per una spesa complessiva di 250 milioni di euro. 

Quest'anno gli italiani dovranno festeggiare in casa con i parenti più intimi, preferibilmente conviventi, per non mettere a rischio i nonni o i familiari più fragili. Meno posti a tavola non pregiudicheranno di certo la cucina natalizia, caratteristica in ogni regione di Italia. 

Ecco i piatti della cucina tradizionale italiana, segnalati da Coldiretti, regione per regione. 

ABRUZZO

La cucina abruzzese prevede nel suo menù natalizia  minestra di cardi o zuppa di castagne e ceci per aprire le danze. Come primi la tradizione vuole una classica lasagna con macinato, mozzarella e parmigiano come formaggi. Tra i secondi agnello arrosto e bollito di manzo.

I dolci tradizionali sono diversi da provincia a provincia: calcionetti fritti (panzerottini dolci con marmellata d’uva nera detta scrucchiata, ceci, noci tritate, mandorle triturate, mosto e cacao), ferratelle, ostie con ripieno di mandorle, noci e miele, neole, noci atterrati (mandorle con acqua e zucchero) e scrippelle.

BASILICATA

Il pranzo di Natale in Basilicata si apre con minestra di scarole, verze e cardi cotta in brodo di tacchino e salami con aggiunta di formaggio grattugiato e a pezzettini. Più abbondanti e variegate le portate per il secondo, che prevede baccalà lesso con peperoni cruschi (seccati al sole e calati per pochi secondi nell’olio d’oliva bollente), Strascinati al ragù di carne mista, piccilatiedd, pane con le mandorle, pettole (pasta lievitata fritta con alici). Per dessert saranno offerti i calzoncelli, dei panzerotti fritti ripieni di salsa di ceci o castagne lesse. A tavola si consiglia come vino l’Aglianico del Vulture.

CALABRIA

Abbonante e saporito il pranzo di Natale calabrese, che include un ricco antipasto a pase di crespelle ripiene alle alici e salumi Dop come salsiccia, capicollo, pancetta e l'immancabile soppressata con aggiunta – sottolinea la Coldiretti – di pecorino crotonese e caciocavallo silano. 

I primi piatti caratteristici della cucina calabra sono le scillatelle (o fileya) con ragù di maiale, minestra maritata con verdure di campo e fagioli.

Per secondo sarà servito capretto al forno alle erbe selvatiche con patate, pesce stocco di Cittanova spugnato con l’acqua dello Zomaro e insaporito con la ‘ghiotta, il sughetto di olio, cipolla, pomodori, olive, capperi e uvetta. Come contorno, il broccolo calabrese saltato in padella e condito con peperoncino.

Come dessert ci saranno fichi a crocetta ricoperti al cioccolato, torroncini, dolci al cedro e al bergamotto. Il tutto accompagnato con vino Cirò, liquore alla liquirizia e grappa al peperoncino. 

CAMPANIA

Immancabili le friselle nel menù natalizio campano che accompagneranno un ricco pranzo a base di spaghetti alle vongole, cappone imbottito con insalata "rinforzata" di cavolfiore, sottaceti misti, peperoni detti papacelle, olive di Gaeta e acciughe salate.

Coldiretti consiglia la minestra maritata di cicoria scarola e “borraccia” (erba amara e pelosa) in brodo di cappone con aggiunta facoltativa di uova sbattute con peperoncino e carne di vitello. 

Dolci caratteristici: Struffoli, Roccocò e frutta secca.

EMILIA ROMAGNA

La tavola del pranzo natalizio sarà imbandita con l'antipasto il tradizionale culatello di Zibello, mentre tra i primi tagliatelle al ragù, lasagne, tortellini  con ripieno di carne in brodo e passatelli in brodo.

Per secondo si potrà scegliere tra cotechino di Modena, zampone con lenticchie, accompagnati da puré e mostarda, formaggio di fossa con la Saba (mosto cotto e aromi naturali). 

Per dessert il Panone di Natale di Bologna a base di farina, mostarda di mele cotogne, miele, cacao, cioccolata fondente e fichi secchi. 

FRIULI VENEZIA GIULIA

In questa regione per Natale si potrà mangiare la Brovada e muset, una zuppa di rape e cotechino con polenta, trippa, sugo, formaggio, cappone . Come dolce la gubana, una sfoglia a base di noci, mandorle, uvetta, miele, vino e rhum.

LAZIO

Non c'è pranzo di Natale senza abbacchio al forno con patate, amatissimo nella regione. Come primo cappelletti in brodo, bollito misto e come dessert pampepato. 

LIGURIA

Un menù ricco e variegato quello ligure, dove il pranzo di Natale si apre con maccheroni in brodo e ravioli alla genovese (con ripieno di vitello, animelle, uova, erbe, pangrattato e parmigiano). Per secondo gli  stecchi fritti, ovvero spiedini di rigaglie di pollo con funghi freschi, besciamella e parmigiano, cappone lesso o cappon magro a base di verdure o pesce. Poi salcicce e spinaci, Faraona al forno con carciofi. 

Si raccomanda di lasciare uno spazio per il dessert, il caratteristico pandolce o canditi, torrone, uva, fichi secchi e noci, accompagnati con un buon Rossese di Dolceaqua.

LOMBARDIA

Per il pranzo di Natale sarà servito Consommè di cappone in gelatina, tortellini o casoncelli in brodo, cappone ripieno con tritato, uova grana e mortadella, accompagnato da mostarda di Cremona, stecchini (spiedini di pollo e vitello) con insalata. 

Come dolce immancabile il Panettone o il “Pan di Toni”.

MARCHE

Il menù regionale di Natale prevede Maccheroncini di Campofilone in sugo, cappelletti in brodo di carne, vincisgrassi (timballo di manzo macinato, salsiccia, pollo tritato, prosciutto crudo, a volte con aggiunta di funghi) e cappone arrosto.

Come dolci Coldiretti suggerisce la pizza de Natà (pasta di pane con frutta secca, uvetta, cioccolato in polvere, limone e arancio grattugiati, fichi e zucchero) e il fristingo (impasto di fichi, cioccolato, canditi e frutta secca), da spruzzare con la Vernaccia di Serrapetrona, vino cotto e vino di visciole (ricavato dalle tipiche amarene).

MOLISE

In Molise sarà servito come primo la zuppa di cardi, pizza di Franz in brodo caldo, ovvero pezzettini di pizza a base di uova parmigiano grattugiato e prezzemolo al forno). 

Il baccalà domina il pranzo di Natale, cucinato "arracanato" , con mollica di pane aglio prezzemolo origano uva passa pinoli e noci, o al forno con verza, prezzemolo, mollica di pane, uvetta e gherigli di noci. Per dolce i calciuni a base di farina, vino, castagne lessate, rhum, cioccolato, miele, mandorle, cedro candito, cannella, uova e vaniglia. Il pranzo sarà accompagnato da vini come il Montepulciano o il Trebbiano.

PIEMONTE

I caratteristici piatti natalizi della cucina piemontese sono per lo più secondi. Si passa dal cappone di Morozzo al forno, al bue bollito di Carrù e Moncalvo. Oppure insalata di carne cruda all’albese, peperoni in bagna cauda (salsa a base di olio, aglio e acciughe), acciughe al verde, flan del cardo.

Come primi si può scegliere tra tayarin con pancetta petto d’oca affumicato, agnolotti al plin con sugo d’arrosto e risotto con radicchio, cappone arrosto, misto di bollito con salse, carote e patate al forno. 

Per dessert Coldiretti raccomanda una mousse di mele rosse Igp, torta di nocciole e zabaione oppure torrone d’Alba.

PUGLIA

Ricco e variegato il menù natalizio pugliese, che prevede cime di rape stufate, panzerotti fritti con ripieno di mozzarella, pomodoro e formaggio o con ricotta scuanta, anguilla arrostita con alloro, baccalà in umido (con cipolla e olive), baccalà fritto, agnello al forno con lampascioni, cutturidd.

Come dolce si potrà scegliere tra le le pettole (frittelle tonde che si possono anche intingere nello zucchero), le cartellate (dolci fritti a forma di rosa e guarniti con miele o mosto), il torrone e i porcedduzzi (frittelline piccolissime con miele o zucchero), fichi secchi e pasticceria di mandorle.

SARDEGNA

Si inizia con salsiccia, pecorino e olive “a schibeci” come antipasto per continuare con i culurgiones de casu (ravioli ripieni di pecorino fresco, bietola, noce moscata e zafferano) conditi con sugo di pomodoro e pecorino grattugiato, gnocchetti sardi al sugo di salsiccia, agnello con patate al forno, porcetto al mirto accompagnati da un contorno di verdura di stagione come sedano, finocchio e ravanelli. Tra i dolci, ricotta con miele, le seadas al miele. Tra i vini l'immancabile Cannonau e il Moscato.

SICILIA

Per Natale a  Palermo si mangerà lo sfincione, la pizza base di cipolla, nel catanese la caratteristica tavola calda, con arancini, pizzette, cipolline, scacciate e pane condito. Per il pranzo pasta con le sarde e sarde a beccafico tipiche della cucina palermitano, maccheroni al sugo, scacce ragusane, cardi in pastella e gallina in brodo, agnello al forno, sformato di anellini al forno con ricotta, carne con pancetta coppata. 

Come contorno gli sparaceddi, peperonata, insalata di arance, e la caratteristica caponatina. Immancabile a Natale la frutta secca, nocciole tostate, datteri e fichi secchi. Come dolci i buccellati di Enna (dolci tipici ripieni di fichi secchi), cassate e cannoli, mastazzoli, paste di mandorla, torroncini e croccante di mandorle e pistacchio.

Tra i vini siciliani è un must lo Zibibbo di Pantelleria , i vini di Alcamo e dell’Etna, come nerello mascalese o nero d'avola, oppure i liquori e distillati, come il rosolio alla cannella, il limoncello, il vino alle mandorle o il marsala.

TOSCANA

Per il pranzo di Natale la pregiata cucina toscana riserva crostini di fegatini, brodo di cappone in tazza o cappelletti in brodo, arrosto di faraona, anatra, fegatelli e tordi con insalata oppure cappone ripieno e sformato di gobbi. Come dolci: panforte, cavallucci o ricciarelli. 

TRENTINO

Il menù regionale prevede i canederli (polpettine di pane raffermo, speck, pancetta e salame, farina, uova, latte e brodo condite con spinaci, funghi o fegato di vitello), strangolapreti conditi con burro, salvia e parmigiano, capriolo o capretto al forno con patate. Come dolci strüdel o zelten.

UMBRIA

Non possono mancare per il pranzo di Natale i cappelletti ripieni di cappone e piccione, cappone bollito con contorno di cardi umbri e come dolce il panpepato, le pinoccate fatte di zucchero e pinoli e il torciglione serpentello di pasta dolce con mandorle.

VALLE D’AOSTA

Il pranzo natalizio prevede un ricco menù con mocetta in crostini al miele (salume di muscolo di vacca, pecora o capra essiccata e aromatizzato con erbe di montagna, ginepro e aglio), lardo con castagne cotte e caramellate con miele, zuppa alla Valpellinentze. Immancabili i crostini con fonduta e tartufo e la polenta, per accompagnare la salsiccia con patate e la carbonata valdostana.

Come dolce Coldiretti suggerisce pere a sciroppo servite con crema di cioccolato e panna montata (pere cotte con zucchero, vaniglia, chiodi di garofano, acqua e vino rosso, ridotte a sciroppo), e tegole. 

VENETO

Le danze si aprono con un antipasto a base di salumi vari, come la soppressa e la salsiccia luganega, per proseguire con il brodo di cappone, risotto al radicchio, gnocchi al sugo d’anatra. Per secondo sarà servito polenta e baccalà, lesso di manzo “al cren” (salsa di rafano) con contorno di purè di patate.

Tra i dolci il pandoro di Verona, la mostarda con il mascarpone, il mandorlato di Cologna Veneta. 

Per accompagnare il pranzo un Amarone della Valpolicella o un buon Raboso delle terre del Piave e alla fine un brindisi augurale con le bollicine del Prosecco di Conegliano o di Valdobbiadene.

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Coldiretti, Natale, Italia
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