18:33 27 Gennaio 2021
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Italia e Svizzera trovano l'accordo sui frontalieri e aggiornano la Convenzione in vigore dal 1974, un risultato storico se si pensa che nel 2015 i lavori sulla bozza di testo furono congelati.

L’Italia e la Svizzera giungono ad un accordo sulla gestione delle questioni che riguardano i frontalieri e così, dopo 5 anni di stallo sulla bozza di modifica del 2015, oggi firmano il nuovo accordo che sostituisce la Convenzione del 1974.

Per la Svizzera ha firmato la Segretaria di Stato per le questioni finanziarie internazionali Daniela Stoffel, mentre per l’Italia ha firmato il viceministro dell’Economia e delle Finanze Antonio Misiani.

I lavori erano ripresi quest’anno e al termine si è giunti ad una soluzione che ha soddisfatto entrambe le parti. Ora spetta ai rispettivi parlamenti ratificare la nuova Convezione.

L’accordo è frutto di una concertazione con molti attori in causa, a partire dai Cantoni dei Grigioni, del Ticino e del Vallese per parte svizzera e dell’Associazione dei comuni italiani di frontiera per parte italiana.

In pratica il nuovo accordo elimina la doppia imposizione tributaria a chi lavora come frontaliero e chi entrerà nel mercato del lavoro come frontaliero dopo l’entrata in vigore dell’accordo, sarà considerato “nuovo frontaliero”.

Sul versante del regime fiscale, fino al 2033 le autorità tributarie svizzere continueranno a versare un contributo del 40% dell’imposta alla fonte a favore dei comuni italiani di frontiera. Dopo quella data il gettito fiscale sarà totalmente a favore della Svizzera.

L’accordo per la prima volta definisce meglio anche chi è il “lavoratore frontaliere” e stabilisce una clausola antiabuso e stabilisce anche un principio di reciprocità.

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