22:43 15 Gennaio 2021
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Fa ancora discutere il presepe "futuristico" allestito a piazza San Pietro. Al centro delle polemiche ci sono alcuni personaggi considerati non adatti al contesto della natività. E sul web spunta una petizione per far rimuovere il guerriero con le corna e il teschio sull'elmo.

Non si placano le polemiche sul presepe “futuristico allestito in piazza San Pietro”. Quest’anno la natività collocata al centro del colonnato del Bernini arriva da Castelli, paese della provincia di Teramo, famoso per la lavorazione della ceramica.

L’opera, realizzata tra il 1965 e il 1975 dagli studenti dell’istituto d’arte della cittadina è composta da oltre 50 personaggi. In Vaticano ne sono arrivati una quindicina. Enormi figure stilizzate, realizzate in ceramica con la tecnica tradizionalmente utilizzata nella cittadina abruzzese.

Ma l’opera, già esposta in passato a Roma, Betlemme e Tel Aviv, non convince gli esperti d’arte e non è riuscita a far breccia nella sensibilità dei fedeli. Se il critico Vittorio Sgarbi, lo ha definito una “umiliazione” per i cattolici, sul web sono addirittura comparse delle petizioni per farlo sostituire.

A non convincere alcuni, infatti, è l’aver inserito nella scena della natività anche la statua di un’astronauta e quella di un guerriero con il simbolo di un teschio sull’elmo.

“Fermo restando il valore culturale del presepe di Castelli nella provincia di Teramo ed il momento storico durante il quale fu fatto (anni sessanta e settanta) che spiega la presenza di un astronauta, risulta inappropriato aver messo una figura di guerra e di morte in una scena del Natale di Gesù, Principe della Pace ed Agnello Innocente”, si legge nel testo di una delle petizioni indirizzate al Vaticano, che chiede di “rimuovere la figura del guerriero cornuto dal presepe di San Pietro”.

“Lasciando stare il giudizio sulla bruttezza o bellezza del presepe in quanto scena della Nascita del Salvatore, ed essendo a disposizione tante altre figure fatte dagli stessi artisti – continua ancora la petizione - non si spiega come mai a chi doveva decidere la composizione sacra, è venuto in mente mettere un guerriero con le corna e con un teschio impresso nel casco”.

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Il guerriero e l'astronauta nel presepe del Vaticano

“In un anno doloroso e di morte, dove almeno il presepe è un segno della tenerezza del caldo amore di Dio verso i suoi figli già flagellati dalla pandemia, era opportuno mettere nella piazza più cattolica del mondo un brutto guerriero cornuto?”, si domanda Luis Escalate, il sacerdote che ha lanciato la petizione.

Ma non c’è soltanto la sua. Sulla piattaforma Change.org se ne trovano a decine, tutte con lo stesso obiettivo. “Chiediamo a gran voce che vengano rispettate le tradizioni del nostro paese soprattutto in questo momento così difficile”, si legge nella descrizione di un’altra raccolta firme.

“Il presepe messo in mostra non ha nulla che ci identifica e non rappresenta il nostro Natale – continua il testo - per questo auspichiamo che venga rimosso nel più breve tempo possibile”. 

“Il presepe di San Pietro in Vaticano non corrisponde alla narrazione dei vangeli”, scrivono altri utenti che chiedono di sostituirlo “con uno tradizionale che rappresenti il Natale di Gesù”.

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Il presepe di Castelli in piazza San Pietro

L’eco delle critiche, nei giorni scorsi, è arrivato anche sulla stampa internazionale, con il New York Times e il Guardian che si sono occupati delle reazioni social a questa natività fuori dal comune. Polemiche che sembrano non accennare a spegnersi neppure in questi giorni.

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