22:44 15 Gennaio 2021
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I periti hanno stabilito le cause del crollo del Ponte Morandi il 14 agosto del 2018.

Il crollo del Ponte Morandi, nel quale morirono 43 persone, è stato provocato dal "fenomeno di corrosione a cui è stata soggetta la parte sommitale del tirante Sud-lato Genova della pila 9", secondo quanto riferito nella relazione dei periti del gip Angela Nutini.

Questo processo di corrosione sarebbe iniziato già nei primi anni di vita del ponte ed è proseguito fino al momento del crollo "determinando una inaccettabile riduzione dell’area della sezione resistente dei trefoli che costituivano l’anima dei tiranti, elementi essenziali per la stabilità dell’opera", si riporta nella relazione.

Se si fossero fatti i controlli e gli interventi manutentivi corretti, "con elevata probabilità avrebbero impedito il verificarsi dell’evento". Quindi la mancanza e l'inadeguatezza dei controlli manutentivi "costituiscono gli anelli deboli del sistema". Infatti se questi fossero stati eseguiti, e "laddove eseguiti, lo fossero stati correttamente, avrebbero interrotto la catena causale e l’evento non si sarebbe verificato”, si legge nella relazione dei periti.

La tragedia del Ponte Morandi

Martedì 14 agosto 2018, sotto un forte temporale la città di Genova si apprestava a vivere uno dei momenti più difficili della sua storia recente e con lei tutta l’Italia. Alle ore 11:36 crollava il Ponte Morandi portando giù con sé le vite di 43 persone, decine di feriti, centinaia di sfollati che non hanno più potuto rientrare nelle loro case e in seguito abbattute, attività commerciali e imprese costrette a chiudere vivendo un “lockdown” anticipato di 2 anni.

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