05:10 23 Gennaio 2021
Italia
URL abbreviato
108
Seguici su

“Quando non sono disponibili vaccini contro il Covid-19 eticamente ineccepibili è moralmente accettabile utilizzare i vaccini anti-Covid-19 che hanno usato linee cellulari provenienti da feti abortiti nel loro processo di ricerca e produzione”, dichiara una nota odierna della Congregazione per la Dottrina della Fede.

Il Vaticano dice "sì" ai vaccini anti-Covid realizzati con cellule di feti abortiti in mancanza di alternative eticamente più accettabili.

Ciò perché "il tipo di cooperazione al male (cooperazione materiale passiva) dell’aborto procurato da cui provengono le medesime linee cellulari, da parte di chi utilizza i vaccini che ne derivano, è remota" e il dovere di evitare tale cooperazione non è vincolante se vi è un grave pericolo come l'implemento di una pandemia. 

L'ex Sant'Uffizio ha comunque sottolineato che l'uso di tali vaccini non deve legittimare in ogni caso l'aborto

Questa è l'origine della richiesta fatta alle aziende farmaceutiche e alle agenzie sanitarie governative, “di produrre, approvare, distribuire e offrire vaccini eticamente accettabili che non creino problemi di coscienza, né a gli operatori sanitari, né ai vaccinandi stessi”.

Riguardo la vaccinazione in generale, la Congregazione per la Dottrina della Fede indica che ciò "non è, di norma, un obbligo morale e che, perciò, deve essere volontaria" e la sua moralità "dipende non soltanto dal dovere di tutela della propria salute, ma anche da quello del perseguimento del bene comune".

“Coloro che, comunque, per motivi di coscienza, rifiutano i vaccini prodotti con linee cellulari procedenti da feti abortiti, devono adoperarsi per evitare, con altri mezzi profilattici e comportamenti idonei, di divenire veicoli di trasmissione dell’agente infettivo. In modo particolare, essi devono evitare ogni rischio per la salute di coloro che non possono essere vaccinati per motivi clinici, o di altra natura, e che sono le persone più vulnerabili", specifica la nota.

Infine il richiamo all'"imperativo morale di garantire che i vaccini, efficaci e sicuri dal punto di vista sanitario, nonché eticamente accettabili, siano accessibili anche ai Paesi più poveri ed in modo non oneroso per loro", poiché il contrario "diverrebbe un altro motivo di discriminazione e di ingiustizia che condanna i Paesi poveri a continuare a vivere nell’indigenza sanitaria, economica e sociale”. 

Tags:
Coronavirus
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook