00:41 17 Gennaio 2021
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L'incontro di oggi tra vertici aziendali, sindacati e governo al Mise non ha sbloccato la situazione allo stabilimento Whirlpool di Napoli: per tre mesi fino al 31 marzo i lavoratori saranno in cassa integrazione, dopodichè perderanno definitivamente il posto di lavoro.

Oggi al Mise si è svolto l'incontro convocato lo scorso 14 dicembre sul futuro della Whirlpool in Italia tra le parti sociali, i vertici aziendali, rappresentati dal vicepresidente Emea della multinazionale Luigi La Morgia ed il ministero del Lavoro rappresentato da Romolo De Camillis. Tra gli assenti spiccava il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, impegnato a Palazzo Chigi. 

Il vertice non ha prodotto la svolta significativa tanto attesa per salvare i posti di lavoro, in particolare nello stabilimento di Napoli.

Durante l'incontro Luigi La Morgia ha ricordato che l'azienda ha investito 160 milioni di euro nel biennio 2019-2020, per il futuro è stato ribadito l'impegno in Italia, dove si prevede una crescita, tuttavia non a Napoli ma a Siena.

Fino alla fine dell'anno, i lavoratori campani riceveranno lo stipendio pieno senza ricorrere agli ammortizzatori sociali, dopodichè dal 1° gennaio fino al 31 marzo tutti saranno in cassa integrazione, in virtù della legge varata dal governo che prevede il blocco dei licenziamenti per l'emergenza Covid, dopodichè dal 1° aprile, con la suddetta legge non più in vigore, saranno avviati i licenziamenti collettivi.

Di fatto da questa situazione ne esce vincitrice l'azienda, che in accordo al suo piano chiuderà lo stabilimento di Napoli, mentre il grande sconfitto, oltre ovviamente agli operai che perdono il lavoro, è il governo, che nonostante le grandi promesse e l'impegno a difesa dell'occupazione a Napoli, è costretto a subire la decisione della multinazionale.

Tuttavia la sottosegretaria al Mise Alessandra Todde non accetta la resa, ribadendo che il Governo si assume la responsabilità per soluzioni alternative per garantire produzione e occupazione.

Fiom, Barbara Tibaldi: la lotta per difendere il lavoro continua

I sindacati ribadiscono il loro secco no alla chiusura dello stabilimento Whirlpool di Napoli, che oltre alla perdita del lavoro degli operai dell'azienda, avrebbe notevoli ripercussioni sull'indotto della provincia, dove ai soliti problemi strutturali si aggiungono le conseguenze della pandemia di Covid.

In un comunicato inviato a Sputnik Italia, la segretaria nazionale della Fiom Barbara Tibaldi, definisce "inaccettabile" la proposta della multinazionale, che chiede la cassa integrazione di 3 mesi prima dell'avvio dei licenziamenti collettivi.

"Quanto proposto dalla multinazionale è per noi inaccettabile, chiediamo un approfondimento sulla legittimità di questa richiesta. L’accordo del 25 ottobre del 2018 è tuttora in vigore e prevede che non si possono aprire procedure di licenziamento", si afferma in un passaggio.

La decisione dell'azienda di chiudere Napoli in barba alle promesse e ai precedenti accordi "è un problema di rispetto della sovranità nazionale."

"Le lavoratrici e i lavoratori della Whirlpool sono e dovranno continuare ad essere a carico dell’azienda: dipendenti della multinazionale e pronti ad essere rimessi a produrre lavatrici," continua il comunicato a firma di Barbara Tibaldi.

Infine la Fiom promette che la lotta a difesa del lavoro nello stabilimento partenopeo in ogni caso continua.

"Il tema è convincere Whirlpool a riprendere la produzione di lavatrici a Napoli. Noi abbiamo solo uno strumento che è la lotta sindacale, continueremo a lottare. Ci sarà una contrapposizione frontale da parte dei lavoratori di Napoli e di tutto il coordinamento di Whirlpool in Italia in difesa della dignità del lavoro".
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Lavoro, Italia, Whirlpool, Napoli
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