22:11 15 Gennaio 2021
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Massimo Galli, responsabile di malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano, ha commentato ad Adnkronos il tweet di Alberto Zangrillo, primario di Anestesia e Rianimazione dell'ospedale San Raffaele di Milano, scagliatosi contro "sciacalli che sparano caz**te in televisione".

"Non ho intenzione di commentare quello che dice il professor Zangrillo, avrà i suoi motivi per fare le sue affermazioni. Io di malati ne vedo da 44 anni, sono un medico in ospedale", ha replicato Galli a un polemico tweet del collega.

L'infettivologo ha tenuto a ribadire che il suo campo di specializzazione è più affine con il tema del coronavirus, sottolineando di vedere "pazienti con patologie più affini a quelle che vede Zangrillo, occupandomi di malattie infettive".

Le parole di Galli si riferiscono a un precedente tweet di Zangrillo, polemico il presenzialismo mediatico della categoria medica, in cui inveniva contro "sciacalli che non hanno mai tenuto la mano a un malato sparano caz**te in televisione".

​Galli ha comunque sentito di non sentirsi toccato dalle parole, proprio in virtù - come ha ribadito - del suo lavoro quotidiano in ospedale. 

"Non mi sento toccato da queste affermazioni. Sono anche stanco di alimentare contrapposizioni che sono diventate oggetto di satira tra me e il professor Zangrillo, mi sembra fuori luogo. Di contrappormi non mi è mai importato nulla", ha aggiunto.

In precedenza Zangrillo, che ha curato con successo molti personaggi famosi ammalatisi di Covid, tra cui Silvio Berlusconi, aveva minacciato querele contro chi lo definiva "negazionista", in particolare dopo aver affermato questa estate, sullo sfondo del miglioramento della situazione epidemiologica, che il coronavirus era "clinicamente morto".

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