14:51 19 Gennaio 2021
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Il direttore dell’Agenzia del farmaco spiega passo passo come si svilupperà il piano, con le cifre e le date.

È un piano completo di date e cifre quello che Nicola Magrini, direttore dell’Agenzia del farmaco (Aifa) snocciola sul Corriere della Sera partendo dalla prima consegna delle dosi del vaccino Pfizer già nel giorno di Natale. Il direttore dell’Aifa spiega passo passo come verrà articolato il piano, con le prime consegne e poi la regolarità di quelle settimanali da somministrare nei 222 punti indicati dalle regioni che saliranno poi a 300.

“Il 24 dicembre, una volta che il vaccino sarà approvato dall’Agenzia europea lunedì 21 dicembre e poi congiuntamente dalla Commissione europea e da Aifa, camion dell’azienda Pfizer partiranno dal sito di produzione in Belgio con i primi quantitativi. Il 25 dicembre, scortati dall’esercito, raggiungeranno lo Spallanzani. Da qui, tra il 25 e il 26, le dosi saranno inviate alle Regioni. Il 27 saremo pronti a cominciare con una grande e comune somministrazione europea dimostrativa”.

Dimostrativa, spiega, perché “il 27 dicembre è una data concordata con l’Ue per dare un segnale di unità e condivisione. Si era discusso di anticipare ulteriormente al giorno di Natale, ma ci siamo accordati per il 27. In Italia 10mila operatori sanitari, medici e infermieri, si sono prenotati spontaneamente per la vaccinazione che consentirà in partenza di avere ospedali Covid free”.

La roadmap

Dopo la prima fase di “inaugurazione europea” Magrini sottolinea che “inizieranno regolari consegne settimanali da circa 300mila dosi ciascuna, destinate ai 222 punti di vaccinazione già indicati dalle Regioni ai quali se ne aggiungeranno altri fino ad arrivare ai 300 concordati. Tutti dotati di celle frigorifere capaci di garantire la temperatura di conservazione del vaccino”.

La decisione di non far arrivare tutte le dosi insieme è stata presa “per gestire meglio l’operazione, soprattutto nella fase iniziale. Verrà assicurata una disponibilità continua. Lo scaglionamento graduale è un vantaggio: consentirà anche aggiustamenti in funzione dei fabbisogni regionali”.

Secondo Magrini “le consegne andranno avanti così per circa un mese. Poi dovremmo cominciare a ricevere anche il vaccino di Moderna, se sarà approvato i primi di gennaio”.

“Nel primo trimestre contiamo di immunizzare un milione e mezzo di italiani al mese appartenenti alle categorie indicate come prioritarie: operatori sanitari, lavoratori e ospiti delle Rsa”.

Timori per il vaccino?

Per Magrini non ci sono paure per le reazioni avverse già registrate per il vaccino Pfizer: “L’azienda li ha già resi noti molto bene in uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine: si sono avuti effetti indesiderati di lieve o moderata entità, facilmente gestibili, come dolore nel punto di iniezione, malessere, astenia, febbre nel 20- 30% dei casi, un po’ più accentuati rispetto al normale vaccino antinfluenzale. In Gran Bretagna e Usa nei primi vaccinati sono stati segnalati un caso ogni 50mila di reazioni allergiche gravi in soggetti fortemente allergici. Si sta valutando come comunità di ricerca internazionale se aggiungere o meno controindicazioni per alcune categorie”.

L’Aifa ha inoltre “istituito un Comitato Scientifico ad hoc sulla sorveglianza dei vaccini per monitorare i possibili effetti indesiderati e valutarne in modo comparativo la sicurezza”.

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vaccino, Coronavirus
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