12:02 22 Gennaio 2021
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Il commissario all’emergenza teme una nuova impennata e difende le regole di lockdown imposte dal governo per le festività.

Per Domenico Arcuri, commissario per l’emergenza Covid-19, a gennaio il rischio di una terza ondata di contagi “esiste” perché “lo dicono i dati degli ultimi giorni. La curva dei contagi, dopo le decisioni del governo di novembre, ha registrato un vistoso rallentamento ma non si è appiattita. Per questo ora sono state di nuovo adottate misure più severe, come in altri Paesi”. E questo andamento di infezioni potrebbe mettere a rischio il piano vaccini che è pronto a partire il 27 dicembre.

In un’intervista a Repubblica, Arcuri, spiega i suoi timori: “Sarebbe davvero complicato iniziare la più grande campagna di vaccinazione di massa di sempre nel corso della terza ondata. Dobbiamo fare tutti tutto il possibile per evitarla. Intanto se ci sono problemi di mobilità delle persone non è facile organizzare la somministrazione, inoltre i contagi devono essere almeno calmierati, se non azzerati, per puntare all’immunità di gregge. Sarebbe davvero grave ritardare la tabella di marcia definita per somministrare i vaccini e portare con più fatica il Paese fuori dalla più grave crisi dal dopoguerra”.

“È come l’alba, all’inizio la luce è fioca, poi, piano piano vince contro il buio”.

Le misure decise per Natale

Arcuri poi difende il piano di lockdown di 10 giorni deciso dal governo: “Abbiamo imparato a capire come si comporta il virus. E anche cosa fare per evitare la moltiplicazione dei contagi. Le misure del governo vanno in questo senso”.

La strategia delle vaccinazioni

Il commissario all’emergenza smentisce i ritardi di arruolamento del personale per la somministrazione del vaccino e anche la mancanza delle celle frigo per conservare il vaccino Pfizer: “In Italia, spesso, siamo campioni nel dire che le cose non vanno prima ancora che succedono. Questo atteggiamento ci ha stimolato a fare sempre meglio. Quindi, siamo pronti. Con le Regioni abbiamo deciso che la prima fase della campagna si svolgerà in 287 punti di somministrazione, presidi ospedalieri. Ci hanno assicurato che entro l’inizio di gennaio tutti avranno le celle frigorifere. In oltre 200 ci sono già. Nella prima fase metteranno a disposizione il loro personale. Poi come rinforzo arriverà quello che abbiamo chiamato alle armi. Cerchiamo 15mila addetti. In meno di 3 giorni si sono candidati in 14.558”.

La seconda fase del piano

Dopo la vaccinazione delle fasce più deboli e dei medici si aprirà la seconda fase delle vaccinazioni e Arcuri spiega che è in fase di realizzazione “con Poste ed Eni un sistema informativo molto evoluto che avrà quattro funzioni: la tracciabilità, la prenotazione, la somministrazione e la rendicontazione. Sapremo in tempo reale dove sono i vaccini, chi si è prenotato, chi è stato vaccinato. Servirà per il grosso della popolazione. Il messaggio è che ci sono vaccini per tutti”.

La campagna di vaccinazione nazionale dovrebbe “finire il prossimo autunno”.

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