00:40 02 Marzo 2021
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Nell’esecutivo è scontro tra l’ala oltranzista e quella che cerca una mediazione tra la chiusura totale e maggiore libertà nei giorni di festa.

Il governo si riunirà nel tardo pomeriggio per prendere quella che è la decisione più attesa dagli italiani che sperano di poter passare le festività natalizie almeno con i propri cari. E sono tanti i nodi da sciogliere sul lockdown generalizzato o meno per le due settimane cruciali a cavallo della fine dell’anno.

All’interno del governo, in particolare, si dibatte tra due ipotesi: la più dura che prevede una chiusura totale dal 24 dicembre al 6 gennaio e la più soft, di compromesso, che stabilisce una fascia tra Natale e Capodanno, di allentamento e lascia fuori l’Epifania. Ecco le proposte, le deroghe e le restrizioni in discussione.

Ipotesi 1

La prima opzione al vaglio dell’esecutivo prevede di colorare l’Italia intera di rosso dal 24 dicembre al 6 gennaio, come vorrebbe la “linea dura” del ministro della Salute, Roberto Speranza e del ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia.

Francesco Boccia
Francesco Boccia
“Natale è più rischioso di Ferragosto — ha spiegato Boccia a sindaci e governatori —. È opportuno chiudere il più possibile fino all’Epifania”.

All’interno di questa strategia esiste una piccola deroga che potrebbe riguardare i giorni che vanno dal 4 al 6 gennaio, che potrebbero essere lasciati fuori dal lockdown.

Nel caso di restrizioni da zona rossa, bar, ristoranti e negozi saranno chiusi (tranne le farmacie, le edicole e i tabaccai come a marzo e aprile), gli spostamenti anche nel proprio comune saranno vietati, tranne casi di urgenza.

Ipotesi 2

La seconda ipotesi è il frutto della mediazione del premier Conte e del capo delegazione del M5S Alfonso Bonafede con l’ala più dura.

In questo caso l’Italia sarebbe zona rossa dal 24 al 27 dicembre. Poi dal 28 al 30 ci sarebbero tre giorni in cui verrebbero applicate le regole delle zone gialle con bar, ristoranti e negozi aperti e la circolazione libera nella propria regione. Resterà in vigore il coprifuoco dalle 22 alle 5.

Resta in vigore il divieto di uscire dalla propria regione dal 21 dicembre al 6 gennaio.

Deroghe

Tavola imbandita per il pranzo di Natale
Tavola imbandita per il pranzo di Natale

Alle norme da lockdown il governo sta valutando di aggiungere delle deroghe: in particolare si parla di una norma “anti solitudine” che concederebbe a due parenti soli, o a due amici, di stare insieme a tavola. L’ipotesi di riunire conoscenti non conviventi però trova freddi Pd, Leu e il Viminale che temono un liberi tutti.

La regola aurea resta quella di “una forte raccomandazione” a non ricevere più di sei persone non conviventi.

Un’altra deroga è quella, in salsa tedesca, di non contare “i minori di 14 anni” tra i sei presenti a tavola per le feste.

Spostamenti

Nei giorni “rossi” ci si potrà spostare in auto al massimo in due, ma dal conteggio sono esclusi i minori di 14 anni.

Durante il lockdown hard non ci si potrà spostare nelle seconde case neanche all’interno della stessa regione.

Il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione è sempre possibile.

Il Veneto ha già chiuso

Il governatore del Veneto Luca Zaia ha deciso di anticipare le mosse e con un’ordinanza ha chiuso i confini comunali dopo le 14 da domani al 6 gennaio: “Se il governo adotterà delle misure nazionali ci adegueremo ma noi non potevamo più aspettare”.

“Le attività produttive e commerciali non chiuderanno, si lavorerà solo per gli abitanti della propria città”.
Dal 7 gennaio tutti in “giallo”

A feste concluse, dal 7 gennaio in poi, potrebbe esserci il nuovo, e forse definitivo, ritorno alle misure previste per le zone gialle.

Il vecchio Dpcm prevedeva anche il ritorno in classe per il 75% degli studenti delle superiori.

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Capodanno, Natale, Coronavirus
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