01:07 17 Gennaio 2021
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Conosciuto anche come "l'assassino delle prostitute", Bilancia stava scontando 13 ergastoli per 17 omicidi e 16 anni per un tentato omicidio, reati commessi tra il 1997 e 1998.

Donato Bilancia è morto questo giovedì a Padova nel carcere di Due Palazzi all'età di 69 anni. Il killer seriale più temuto della storia d'Italia muore vittima del Covid-19. Stava scontando 13 ergastoli e 16 anni per 17 omicidi e un assassinio che non riuscì a compiere. Delitti consumati nel biennio '97-98 in Liguria e Piemonte. Bilancia, reo confesso, non si è mai pentito né addolorato dei suoi crimini. 

​Donato Bilancia nasce a Potenza nel 1951 ma ben presto si trasferisce a Genova. Prima di diventare lo spietato assassino dei treni, Bilancia inizia la sua carriera criminale commettendo piccoli furti e rapine per soddisfare il suo più grande vizio: il gioco d'azzardo. 

E sono proprio i padroni di una bisca le sue prime vittime. Nel 1997 Bilancia uccide Giorgio Centenaro soffocandolo con un nastro adesivo e Maurizio Parenti assieme alla moglie. Durante il processo, mentre rendeva piena confessione, a proposito di questo triplice omicidio, dirà: "Mi dispiace per la moglie, ma per gli altri due non lo sono affatto perché mi hanno fatto un grave torto". 

Bilancia si trasformerà in un killer spietato in seguito a questo episodio. 

"La serie degli omicidi che ho commesso nasce proprio dallo sconvolgimento", riferirà ai giudici. "La mia alternativa era di farla finita. Quindi potevo farmi del male, ma non ne sono stato mai capace. O potevo arrivare alla soluzione finale con un farmaco letale".

Da qui inizia la sequenza criminosa dell'assassino seriale, lucido e calcolatore, che nel biennio '97-98 uccide 17 persone. Alcune delle sue vittime vengono uccise a scopo di rapina, come i coniugi Solari, titolari di un'oreficeria, uccisi nella loro casa di Ventimiglia. Sempre a Ventimiglia ammazzò due cambiavalute, poi un metronotte a Genova. Crimini commessi per continuare a "condurre una vita agiata" e assecondare il vizio del gioco. 

Poi Bilancia cambia il suo target e inizia a colpire prima le prostitute e poi le donne che viaggiavano sui treni. Sceglieva le sue vittime casualmente, le pedinava, colpiva, uccideva nei bagni dei vagoni e a volte infieriva sui corpi esamini delle donne che trucidava. 

Lorena però, una trans caduta nel mirino del killer, riesce a scappare. Il tentato omicidio di Novi Ligure, in Piemonte, costerà la cattura al mostro dei treni. L'identikit da lei fornito sarà determinante per la cattura dell'assassino.

A tradire Bilancia però fu la cattiva abitudine di Bilancia di non pagare il pedaggio dei caselli: la sua Mercedes nera, rubata a una delle sue vittime, venne più volte identificata per aver attraversato la barriera autostradale senza pagamento. 

Bilancia non si pentì mai per i suoi crimini e nonostante il suo percorso di riabilitazione che lo portò a conseguire un titolo di studio, è sempre stato considerato pericoloso e per questo ha ricevuto solo un permesso in vent'anni di carcere per recarsi sulla tomba dei genitori, con una super scorta di polizia per evitare una fuga. 

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Coronavirus, Carcere, Italia
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