17:47 28 Febbraio 2021
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L’Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico denuncia l’assenza delle badanti nel piano di vaccinazione presentato alla conferenza Stato-Regioni, sebbene il loro lavoro sia considerato “essenziale”. Tanto che durante le feste di Natale saranno le badanti a tenere compagnia a molti anziani.

In Italia le badanti regolari sono 407mila (dato 2019), ma se si aggiungono le richieste di regolarizzazione presentate in occasione della sanatoria 2020 (54,6mila in tutto il Paese) si arriva a un totale di 461,6mila lavoratrici. Le regioni dove la loro presenza è più estesa sono: Lombardia (63,5mila), Emilia-Romagna (45,1mila), Toscana (41,8mila), Veneto (35,9mila), Lazio (35,6mila) e Piemonte (33mila).

“Il lavoro domestico è considerato un lavoro ‘essenziale’, ma non pare esserlo in termini di priorità nel piano di vaccinazione per la loro sicurezza e la tutela dei nostri anziani, che sono al pari di quelli presenti nelle Rsa e degli operatori sanitari. Mettiamo in sicurezza gli anziani non autosufficienti per fare in modo che il settore del lavoro domestico continui a svolgere il suo ruolo sociale fondamentale. Per il bene dei nostri anziani assistiti nella propria casa, le Regioni dovrebbero prevedere 461 mila vaccinazioni, ridistribuite per le badanti presenti sul loro territorio”, è l'appello lanciato oggi da Lorenzo Gasparrini, segretario generale di Domina.

Raggiunto da Sputnik Italia, Gasparrini ha raccontato come il mondo del lavoro di colf e babysitter abbia risentito in questi mesi della pandemia di coronavirus.

Quale è stato l'impatto del Covid sui lavoratori domestici, sia dal punto di vista sanitario che economico?
Nelle prime settimane della pandemia le famiglie italiane hanno preferito sospendere momentaneamente l'attività lavorativa pur mantenendo la retribuzione del lavoratore inalterata. Successivamente, con il prolungarsi del lockdown e le minori entrate economiche per le famiglie, il fenomeno ha visto un duplice effetto: da una parte lo smart working ha portato come conseguenza immediata l'aumento dei licenziamenti delle colf e delle babysitter, dall'altra, la necessità di certificare gli spostamenti ha spinto le famiglie a regolarizzare i rapporti in nero. Di conseguenza abbiamo riscontrato a marzo un incremento nelle assunzioni del 60% rispetto all'anno precedente. Sono state inoltre registrate più di 219.000 domande di indennità (1.000 euro per due mesi) che hanno fatto percepire ai lavoratori oltre 200 milioni di euro.

Dal punto di vista sanitario il Covid ha colpito pesantemente badanti e babysitter che svolgono un lavoro in cui il distanziamento fisico è spesso impossibile. Sono state molte le lavoratrici costrette alla quarantena preventiva, nonché quelle risultate positive. La Cassacolf, Ente Bilaterale del settore, ha previsto una serie di prestazioni, studiate appositamente per la pandemia di Covid 19, che vanno da un'indennità diaria alla copertura di spese mediche; con un erogazione in questo periodo di oltre 2 milioni di prestazioni".

Quali sono state le maggiori difficoltà incontrate dai datori di lavoro?
Inizialmente le famiglie hanno vissuto con molta preoccupazione il fatto di avere un lavoratore che, nei casi di non convivenza, potesse costituire veicolo di contagio del Covid. Successivamente, il rientro dei lavoratori nei paesi di origine ha creato non poche difficoltà nel reperire personale qualificato e disponibile; come conseguenza abbiamo avuto un aumento di lavoratori domestici di nazionalità italiana. Successivamente nei mesi di agosto e settembre, il problema è stato la quarantena obbligatoria per i lavoratori provenienti dall'Europa dell'Est.

Proprio in questi giorni, in cui si ipotizza un lockdown durante le festività Natalizie saranno spesso le badanti a tenere compagnia agli anziani che non si potranno riunire ai familiari; ciò porterà ad un aggravio di spese di circa 100 euro per ogni giornata di lavoro durante i giorni festivi, con ulteriori costi per le famiglie.

Le misure economiche adottate dal governo sono state sufficienti? Cosa chiedete come interventi di emergenza?

Le famiglie non sono state aiutate nel sostenere il costo dei lavoratori. Attualmente è prevista la deducibilità dei contributi fino a 1549,37 euro e una detraibilità dall'imposta lorda del 19% delle spese sostenute, per un importo massimo di 2.100 euro l'anno. Questa detrazione spetta al soggetto non autosufficiente o ai familiari che affrontano la spesa.

Abbiamo richiesto la possibilità di portare in deduzione il costo della retribuzione, almeno per chi ha una badante convivente. Questo permetterebbe alle famiglie di avere un risparmio di circa 1500€ all'anno e permetterebbe una regolarizzazione del settore che ad oggi è del 40%.

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