01:28 17 Gennaio 2021
Italia
URL abbreviato
0 22
Seguici su

Gli infettivologi del polo ospedaliero e universitario romano confermano l'inesistenza o la bassa circolazione del virus nel Mezzogiorno sino a fine febbraio 2020, quando è stato ufficialmente riconosciuto il primo caso Covid-19.

Con ragionevole certezza "di Covid-19 SARS-CoV2 non c’era traccia a Roma, né al Sud Italia alla fine dello scorso anno“. La conferma arriva dagli infettivologi del Policlinico Universitario Gemelli IRCCS, in una lettera inviata all'editore della rivista scientifica Clinical Microbiology and Infection. 

Gli scienziati hanno svolto un'indagine di sieroprevalenza a Roma nel periodo tra il 1 dicembre 2019 e il 29 febbraio 2020, per verificare l'esistenza di casi di positività prima dell'esplosione dell'epidemia in Sud Italia. Lo studio valuta la presenza di anticorpi IgG, spie di un'avvenuta infezione da Sars-Cov2, in pazienti ambulatoriali affetti da HIV dell'ospedale universitario. 

Uno studio analogo a quello condotto dall'Istituto di Tumori di Milano, che ha dimostrato la circolazione del virus in alcune regioni del Centro-Nord mesi prima del 21 febbraio, data a cui si fa risalire il primo contagio ufficiale di Covid-19. 

"Sulla base dei risultati ottenuti su una casistica di soggetti HIV positivi si può concludere che il virus SARS-CoV2 non circolasse, o circolasse a un livello molto basso, fino a febbraio 2020, nella città di Roma. Questa nostra osservazione, che differisce da quanto segnalato rispetto alla circolazione del virus nello stesso periodo nel Nord Italia, conferma quanto emerge dall’analisi dei dati epidemiologici e cioè che nella prima fase dell’epidemia Roma e il Centro Sud Italia sono stati relativamente preservati", ha spiegato la dottoressa Francesca Lombardi, ricercatrice biologa presso la UOC di Malattie Infettive della Fondazione Policlinico Gemelli. 

Il test immunoenzimatico per verificare la presenza delle immunoglobuline G anti Sars-Cov2 è stato eseguito su 451 soggetti HIV positivi, seguiti dall’Ambulatorio di Malattie Infettive del Gemelli. L'esame è stato ripetuto una seconda volta per escludere la possibilità di falsi positivi. 

"È importante inoltre confermare sempre i risultati dei test sierologici con un secondo esame, vista la possibilità di falsi positivi, per evitare di dare un’errata interpretazione dei dati", ha specificato la virologa.

Lo scorso novembre uno studio della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, effettuato sui malati oncologici, ha accertato la presenza già dallo scorso settembre del Sars-CoV2 in regioni come Lombardia, Piemonte, Lazio, Emilia-Romagna, Toscana e Veneto. 

In seguito a questa scoperta Pechino ha chiesto di indagare sulla presenza del virus in Italia prima di febbraio, nell'ambito degli studi sull'origine del Sars-Cov-2. In precedenza la Cina ha messo in dubbio la possibilità che il nuovo coronavirus possa aver avuto origine a Wuhan.  

Tags:
Mezzogiorno, Roma, Coronavirus, Italia
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook