15:04 24 Gennaio 2021
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La Dda di Trapani stringe il cerchio intorno al boss latitante Matteo Messina Denaro, arrestando imprenditori e funzionari pubblici ritenuti a lui vicini o molto vicini.

Nel trapanese, culla di Matteo Messina Denaro, un centinaio di agenti della Polizia di Stato (Reparto mobile) stanno compiendo in queste ore una vasta operazione antimafia con perquisizioni nei confronti di 20 indagati, tra cui risulterebbe anche il nome del sindaco del Comune di Catalafimi riporta il TgR Sicilia.

La polizia ha eseguito 13 provvedimenti di fermo che sono stati emessi dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo, nei confronti di soggetti che sono ritenuti appartenere a cosa nostra e di questi alcuni in particolare sono imprenditori ritenuti essere molto vicini a Messina Denaro. Tra i fermati, riporta il TgR Sicilia, c’è anche il dirigente di una azienda pubblica di Trapani.

Messina Denaro, l'ultimo latitante

Matteo Messina Denaro è un mafioso considerato l'ultimo dei latitanti di alto calibro della mafia siciliana, dopo le catture di Totò Riina e di Bernardo Provenzano avvenute nell'ultimo trentennio.

In latitanza da almeno 27 anni appare come l'inarrivabile e irrintracciabile, quasi un fantasma che tuttavia esiste e fa affari con l'imprenditoria reale acquistando o offrendo soldi alle imprese in difficoltà, come racconta l'ultimo libro dedicato alla sua storia e che prende il nome dal suo soprannome, 'U Siccu', "molto magro".

Lo cercano i migliori investigatori italiani spiega La Repubblica, ma da anni di lui non si sa più nulla è vaporizzato come un fantasma, tanto che si suppone che forse sia assistito da molte talpe, come racconta Lirio Abbate nel suo libro dedicato all'ultimo dei boss della mafia siciliana.

 

Tags:
Direzione Investigativa Antimafia, Mafia, Messina Denaro
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