21:33 15 Gennaio 2021
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Il commissario straordinario all'emergenza, Domenico Arcuri, assieme all'architetto Stefano Boeri, svela il simbolo della campagna di vaccinazione contro il Covid. Le prime dosi a personale sanitario e ospiti delle Rsa a partire da metà gennaio.

La data “x” sarà il 15 gennaio. È a partire da quel giorno che in Italia potrebbero essere avviate le vaccinazioni anti-Covid.

A parlare di “giorno simbolico” in cui la campagna di immunizzazione contro il Covid prenderà il via in tutta Europa è stato il commissario straordinario, Domenico Arcuri, durante la conferenza stampa di presentazione della campagna vaccinale, trasmessa dal Corriere della Sera.

Il manager incaricato dal governo di predisporre il piano assicura che a “metà gennaio” saranno vaccinati “almeno 1,8 milioni di italiani”. I primi a ricevere il vaccino, come sta accadendo anche nel Regno Unito, dove le operazioni sono iniziate la scorsa settimana, saranno medici e infermieri e gli “gli ospiti delle rsa”.

Si partirà con “300 punti di somministrazione", che arriveranno fino a 1500 nei periodi di massima diffusione. Simbolo della campagna, ha spiegato l'architetto Stefano Boeri che lo ha ideato, sarà un fiore stilizzato di colore fucsia, inspirato alla primula, simbolo di rinascita. “L’Italia rinasce con un fiore”, è lo slogan pensato per dare il via alla vaccinazione di massa.

Proprio allo stesso fiore sarà ispirato il sistema di padiglioni. Strutture circolari che si alimenteranno con la luce del sole e saranno posizionati nelle principali piazze italiane, dove i cittadini potranno ricevere il vaccino.

Secondo il Messaggero, però, i cittadini sopra gli ottant’anni, circa quattro milioni e mezzo di persone, dovranno aspettare fino a febbraio. Lo stesso quotidiano riferisce come entro fine marzo, invece, dovrebbero arrivare 8,7 milioni di dosi del vaccino prodotto da Pfizer BioNtech e 1,3 di quello prodotto da Moderna.

Resta l’incognita delle adesioni. Secondo Arcuri la campagna di informazione, che coinvolgerà diversi attori, alcuni anche in modo volontario, avrà un ruolo fondamentale nel convincere gli indecisi.

Nel Lazio, si legge sullo stesso quotidiano, l’80 per cento degli operatori ha espresso la volontà di vaccinarsi, ma nel Regno Unito, ad esempio, ha aderito solo poco più della metà del personale sanitario. Poi c’è il nodo dei richiami. Tra una dose e l’altra non devono passare più di 28 giorni. Bisognerà quindi coordinarsi in modo adeguato.

Il siero prodotto dalla Pfizer partirà da Puurs, nelle Fiandre e dall’aeroporto di Bruxelles arriverà in Italia e sarà poi trasferito negli ospedali del Paese mantenendo una catena del freddo a -70 gradi. A vigilare sulle dosi, circa 5mila per ogni scatola, sarà un sistema Gps che fornirà le informazioni all’azienda.  

Per far partire la vaccinazione in Europa e nel nostro Paese servirà il via libera dell’Ema e poi della Commissione Ue e dell’Aifa.

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