10:51 24 Gennaio 2021
Italia
URL abbreviato
Di
201
Seguici su

Per il sottosegretario agli Esteri, Marina Sereni, "il rilancio della siderurgia italiana passa dalla città di Taranto". E sugli investimenti cinesi nel porto della città pugliese assicura: "Non vuol dire che rinunciamo alla sovranità"

 “Taranto per noi è una città strategica, e lo è se va in porto la questione Ilva”. Lo ha detto il sottosegretario agli Esteri, Marina Sereni, intervistata dalla Gazzetta del Mezzogiorno.

“Il rilancio della siderurgia italiana passa da lì e, quindi, stiamo parlando di una realtà che deve essere al centro dell’agenda italiana ed europea”, ha assicurato la vice ministro, che ha fatto sapere come la città sia in una posizione importante rispetto al Recovery Plan.

E sulla concessione dell’area portuale ex Belelli al gruppo Ferretti, storico marchio italiano acquisito dai cinesi di Weichai, Sereni nega che si possa parlare di una “cessione di sovranità”. “Loro devono entrare sulla base di regole trasparenti e condivise e mi sento di dire che questo sarà fatto”, ha chiarito la vice ministro. “Altro – ha aggiunto - è dire che rinunciamo alla sovranità, stiamo solo parlando di investimenti stranieri”.

“La crisi del Covid – continua nell’intervista - ha reso ancora più attuale l’esigenza di un ripensamento delle regole del commercio globale e della globalizzazione economica”. “Non usciremo dalla crisi della pandemia con le piccole patrie, con i sovranismi, nessun Paese europeo può pensare alla chiusura dei confini”, ha spiegato, sottolineando l’importanza del “ruolo dell’Europa” che unita “può far sentire la sua voce”. “Solo così, insieme, si può affrontare il dialogo con grandi potenze come la Cina, che è un attore globale”, ha detto Sereni.

“Pechino è un possibile partner, un soggetto con cui collaborare – va avanti il vice ministro - vediamo anche che è un avversario sistemico, un sistema alternativo al nostro, e vediamo in essa un competitor”. “Dobbiamo guardare la Cina nella sua complessità e anche per quanto riguarda il Mediterraneo e gli investimenti in loco dobbiamo tenere presente il fattore sicurezza”, ha aggiunto con riferimento al nodo del 5G.

Al tempo stesso, sottolinea ancora il sottosegretario, non si può pensare di “non lavorare insieme alla Cina su alcuni dossier internazionali, pensiamo al tema della salute, dei vaccini, alla lotta ai cambiamenti climatici”, pur mantenendo “aperta la possibilità di chiedere parità di condizioni nel mercato globale, perché noi vogliamo difendere il sistema economico, le imprese italiane ed europee, e il mercato non può essere una giungla”.

Dalla vittoria di Joe Biden, invece, Sereni si aspetta un rafforzamento del dialogo con l’Ue. “Sarà più facile il colloquio tra Usa e Paesi europei su scenari come l’Iraq, l’Afghanistan e la Siria – ha detto - ma non credo che gli Stati Uniti torneranno a occuparsi, con la stessa intensità del passato, di questa parte del mondo”.

Correlati:

Conte su nuovo ospedale di Taranto: fare in fretta come con Ponte di Genova
Taranto, si compatta il fronte del no all'accordo su Ilva: manca la svolta green
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook