22:58 15 Gennaio 2021
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Il Consiglio di Stato ha dato il via libera all'uso del farmaco che era stato bloccato dall'Aifa per il trattamento dei pazienti Covid. Ora l'antimalarico potrà essere utilizzato per contrastare il virus, purché a prescriverlo sia un medico. Ma gli esperti si dividono sull'efficacia.

Lo hanno chiamato farmaco “sovranista” perché tra i suoi principali sponsor ci sono stati Donald Trump, il presidente del Brasile, Jair Bolsonaro e pure Matteo Salvini. Per una larga fetta della comunità scientifica, però, l’idrossiclorochina non sarebbe utile né a prevenire, né tantomeno a curare il virus.

Eppure, venerdì, il Consiglio di Stato ha decretato con l’ordinanza numero 7097/2020 che l’antimalarico può essere utilizzato per trattare i pazienti con il Covid, purché a prescriverlo sia un medico.

Il tribunale ha accolto, infatti, il ricorso presentato da un gruppo di camici bianchi, che rivendicavano la libertà di prescrivere il farmaco sotto la propria responsabilità sulla base degli studi pubblicati su autorevoli riviste internazionali, ribaltando la decisione dell’Aifa, che lo scorso luglio ne aveva vietato la prescrizione per scopi diversi da quelli indicati nel foglietto illustrativo, inclusa la cura del Covid.

La sospensione dell’utilizzo dell'Hcq è stata definita “irragionevole” dai giudici, che nel testo dell’ordinanza, citato dall’Adnkronos, fanno riferimento alla “perdurante incertezza circa l'efficacia terapeutica dell'idrossiclorochina, ammessa dalla stessa Aifa”. Per questo, secondo le toghe, a decidere se utilizzare o meno il farmaco, “in una situazione di dubbio e di contrasto nella comunità scientifica”, dovrebbero essere i singoli medici “in scienza e coscienza” e con l’accordo del paziente. Il prodotto, che ha un costo irrisorio, non sarà però rimborsato dal Ssn.

Immediate le reazioni degli addetti ai lavori. Dario Manfellotto, presidente dei medici internisti della Fadoi, citato dall’Huffington Post, si è detto “stupefatto” e ha rivendicato come la questione rientri nella competenza esclusiva delle “istituzioni sanitarie”. “Appare incredibile ed è molto grave – ha commentato - che i giudici si sostituiscano alla scienza”.

Anche secondo Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e membro della task force anti-Covid del governo, i tribunali dovrebbero “seguire le evidenze mediche”. “Ci sono 10 studi randomizzati pubblicati sulle più prestigiose riviste del mondo  che dicono che la idrossiclorochina non solo non serve nella prevenzione ma non serve neanche nella terapia”, annota anche Matteo Bassetti, direttore del reparto di malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genovam sentito da Askanews.

La questione, però, come spiega il Giornale in un approfondimento, continua a dividere la comunità scientifica. Da una parte ci sono medici pronti a testimoniare la guarigione di tanti pazienti che hanno assunto il farmaco usato per trattare la malaria e diverse malattie autoimmuni, supportati da alcuni studi, come quello dell'European Journal of Internal Medicine, che documenta come l’utilizzo di questo farmaco ridurrebbe la mortalità del Covid del 30 per cento.

Dall'altra ci sono le obiezioni dei colleghi che in decine di ricerche hanno messo in discussione la reale efficacia di questo rimedio nella lotta al Covid. Secondo uno studio dell’università di Oxford, realizzato con il supporto della fondazione Bill e Melinda Gates, l’idrossiclorochina non avrebbe effetti benefici sui pazienti affetti dal Covid.

Sempre nel marzo del 2020 la prestigiosa rivista The Lancet pubblicava uno studio in cui si metteva nero su bianco che il farmaco provocasse aritmie cardiache nei pazienti Covid, facendo aumentare il tasso di mortalità del 35 per cento. La ricerca però fu duramente contestata e venne ritirata dopo qualche settimana.

A parlare di un “rischio di tossicità” cardiaca se si esagera con le dosi è anche uno studio dell’Oms. Ma alcuni esperti sostengono che il dosaggio preso a riferimento negli studi è diverso da quello che si impiegherebbe per combattere il virus. Insomma, il dibattito resta aperto.

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