17:19 27 Gennaio 2021
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La possibile apertura agli spostamenti fra comuni per Natale, Santo Stefano e Capodanno spacca la maggioranza fra rigoristi, come Speranza e Sileri, e aperturisti, come Di Maio e Bellanova.

Si attende la decisione finale del premier Conte, attualmente impegnato a Bruxelles per il Consiglio Ue, dopo la possibilità trapelata ieri di una retromarcia del governo sul divieto agli spostamenti fra comuni il 25, 26 dicembre e l'1 gennaio. La notizia trapelata giovedì pomeriggio ha fatto esultare parte della maggioranza che invoca il buon senso, per alleggerire un divieto che separerebbe le famiglie durante le celebrazioni natalizie. Ma il ministro Speranza frena e dice di restare sulla linea della massima prudenza. "Le regole sono giuste", afferma. 

E proprio dal ministero della Salute arriva il cartellino rosso per un eventuale alleggerimento, che non piace neanche al vice di Speranza, Pierpaolo Sileri, che intervenendo questa mattina ad Ominibus su La7, specifica: "Nel governo non c'è una marcia indietro, c’è una valutazione. Ma ritengo che ora sia sconsigliabile".

Sileri: più contatti, più contagi, più morti

"Oggi dico che è meglio una chiusura. Ieri abbiamo avuto oltre 800 morti, abbiamo 60mila morti, forse arriveremo a 100mila. Dobbiamo resistere, cosa ci costa resistere altre 2 settimane?", interroga il viceministro.

Per Sileri, per avere idea delle conseguenze di un'apertura a Natale, bisogna guardare ai numeri del giorno del Ringraziamento negli USA. 

"Il 26 novembre negli Stati Uniti c’è stato il Giorno del Ringraziamento, i numeri dimostrano che negli Usa c’è una ripresa del contagio. La rigidità nel periodo natalizio è necessaria - spiega - per ridurre il rischio di una terza ondata. Nel momento in cui aumentano i contatti, è inevitabile che aumentino i contagi e i morti". "Fa male scrivere un Dpcm rigido, non c’è dubbio - sottolinea - ma è necessario per ridurre i rischi di una terza ondata". 

Di Maio: assurdo non permettere spostamenti

Non è dello stesso avviso il ministro degli Esteri, Luigi di Maio, che ha definito assurdo non  permettere ai familiari che abitano in piccoli Comuni limitrofi di trascorrere il Natale e il Capodanno insieme. Non può essere utilizzata la stessa regola per grandi città, con un territorio molto vasto su cui è possibile spostarsi liberamente, e piccoli comuni con poche migliaia di abitanti, scrive il ministro, che conta sul senso civico e la responsabilità dei cittadini per evitare una seconda ondata. 

Di Maio ha diffuso sui social un post con una sua foto in allegato con un messaggio chiaro: "A Natale e Capodanno permettiamo ai nostri cittadini di spostarsi fra piccoli comuni". 

"Ritengo che sia assurdo non permettere ai familiari che abitano in piccoli Comuni limitrofi di trascorrere il Natale e il Capodanno insieme. Lo dico per una questione logica. Ci sono grandi città da milioni di persone con una densità molto vasta dove è possibile spostarsi liberamente, mentre tra piccoli comuni di poche migliaia di persone non è permesso. Questo è un problema che va risolto e mi auguro che tutte le forze di maggioranza siano d’accordo nel trovare una soluzione", ha scritto Di Maio.

Il capo del Viminale trova al suo fianco i parlamentari di Italia viva, che si appellano al buon senso per rivedere le restrizioni.

Il ministro dell'Agricoltura Teresa Bellanova si è detta felice del patto che "esponenti politici, anche autorevoli colleghi di governo di partiti diversi dal mio, finalmente danno atto che il divieto di spostamento dal proprio comune a Natale e Capodanno è una misura eccessiva, incomprensibile e ingiusta, specie per chi abita nei comuni più piccoli".

L'allentamento delle misure potrebbe arrivare con un intervento in parlamento per la modifica del decreto o con un alleggerimento delle Faq pubblicate dal governo. 

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