12:05 22 Gennaio 2021
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In un'intervista radiofonica il vice-ministro Pierpaolo Sileri parla senza peli sulla lingua di finanziamenti e corruzione nella sanità, vaccini e Mes.

"Chi lucra sulla sanità diventa un assassino" perché mette a rischio la salute dei cittadini. Lo ha detto senza usare eufemismi il viceministri della Salute, Pierpaolo Sileri, ai microfoni di Radio Cusano Campus intervenendo alla trasmissione l'Italia s'è desta, per mettere in guardia sugli "avvoltoi" che potrebbero gettarsi sui fondi europei. 

"La sanità rappresenta una mangiatoia"  avverte Sileri, specificando che normalmente circa il 5% del fondo sanitario nazionale "va via in corruzione".

"Con il Next Generation UE spetterebbero alla sanità 9 miliardi, considerate che più o meno la stessa cifra se ne va ogni anno in corruzione", afferma. Poi il monito: "Bisogna fare attenzione perché su questi fondi europei ci si gettano gli avvoltoi, quegli esseri spregevoli che hanno pensato di lucrare persino sui respiratori, io li lascerei in galera di giorno e di notte li metterei nei reparti di terapia intensiva a servire lo Stato. I soldi sono arrivati - fa notare Sileri - il problema è come vengono impiegati e chi ci mette le mani sopra".

Sulla Calabria spiega che ci sono "fatture pagate 2-3 volte, con una contabilità orale che quando si tratta di milioni di euro è una presa in giro, nemmeno mia nonna aveva la contabilità orale a casa”, sbotta. 

Il piano Next Generation 

Solo 9 miliardi degli oltre 200 del Recovery Fund saranno destinati alla sanità italiana. "A me fa male vedere che per la sanità è destinata la cifra più bassa di tutto il programma, ma se si va a leggere bene il piano, la sanità rientra anche in altri stanziamenti, ad esempio sulla digitalizzazione", ha osservato Sileri. 

La digitalizzazione servirà a sburocratizzare la sanità con innovazioni. Il viceministro fa l'esempio la cartella clinica digitale.

"E’ chiaro che come viceministro della salute avrei voluto più soldi per la sanità, servirebbero tra i 30 e i 50 miliardi in un percorso anche decennale. Iniziamo però a lavorare su questo, la digitalizzazione del nostro SSN ridurrà al massimo gli sprechi e porterà ad un miglioramento delle cure”, ha detto.

Vaccino

Sul vaccino Sileri ha riferito che l'Italia ha un diritto di prelazione sul 13,5% di dosi che arriveranno all’Europa. Ogni paziente riceverà due dosi e le scorte serviranno nei mesi successivi, perché non si hanno dati certi sulla durata della risposta anticorpale.

"Non sappiamo quanto durerà l’immunità e per alcuni soggetti potrebbe servire un ulteriore richiamo, è stato quindi necessario avere un margine un po’ più ampio”, ha chiarito. 

Il viceministro ha parlato anche dei casi di reazioni allergiche verificate in Regno Unito, dopo la somministrazione delle prime dosi all'inizio della campagna di vaccinazione di massa. 

"Non è una novità - ha detto - è un qualcosa che accade anche con gli antibiotici. I casi riscontrati in UK sono stati trattati puntualmente senza alcun esito, è chiaro che va monitorata la situazione, ma rappresenta lo standard, non c’è nulla di nuovo”.
Mes

“In questi giorni è stato abbastanza snervante ripetere che non è stato approvato il Mes, sono state approvate le modifiche al trattato", ha detto sul voto alla risoluzione di ieri, che ha provocato fibrillazione nel movimento e l'abbandono di quattro europarlamentari.

"Giusta la modifica secondo me - ha osservato - anche se è tutto l’impianto che dovrebbe essere rivisto in maniera completa, ma non può farlo l’Italia da sola. Dunque bene la riforma, ma da qui a dire prendiamo i soldi del Mes ce ne passa. Direi che al momento ci fermiamo così”.

La risoluzione di maggioranza alla riforma del Mes, che il premier Conte porterà a Bruxelles al tavolo del prossimo Consiglio europeo, è stata approvata ieri in parlamento. 

Tags:
Ministero della Sanità, sanità, Coronavirus, MES, Italia
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