14:46 24 Gennaio 2021
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Assolto l'autore dell'efferato delitto di via Lombroso, il 70 enne che poco più di un anno fa aveva brutalmente ucciso la moglie insegnante e poi vegliato sul suo corpo. I pm avevano chiesto l'ergastolo per omicidio premeditato, ma è prevalsa la linea della difesa che ha chiesto il proscioglimento per incapacità di intendere e di volere.

Non era lucido, non era capace di intendere e di volere, era in preda ad un "delirio di gelosia". Questa la motivazione della sentenza del giudice d'assise che oggi ha assolto Antonio Gozzini, 70 anni, dall'accusa di omicidio premeditato. Il vizio mentale lo salva dall'ergastolo che aveva chiesto l'accusa. 

Gozzini ha posto fine alla vita della moglie, Cristina Maiolo, il 3 ottobre 2019. L'uomo ha prima tramortito con un mattarello la propria consorte e poi l'ha accoltellata alla gola, non lasciandole scampo.

La Maiolo è morta a 62 anni ed era un'insegnante conosciuta ed apprezzata dell'Itis Castelli. I suoi colleghi hanno in seguito dichiarato che nei giorni precedenti al femminicidio, la donna era serena e nulla avrebbe potuto presagire una tragedia imminente. 

La salma di Cristina Maiolo è stata rinvenuta solo il giorno successivo il suo assassinio, nell'appartamento di via Lombroso a Brescia. Il marito sarebbe rimasto accanto a lei per un giorno intero, secondo quanto ricostruito nelle indagini.

Nel pomeriggio del 4 ottobre ha poi chiamato la donna delle pulizie per confessare il delitto e minacciare il suicidio. La donna ha immediatamente chiamato le forze dell'ordine. Gozzini, ex assistente tecnico scolastico, era da tempo in cura per depressione. 

L'esito del procedimento sembrava scontato. La pm Claudia Passalacqua chiedeva l'ergastolo per omicidio volontario aggravato dalla crudeltà, uxoricidio e premeditazione. Ma non è stata questa linea a prevalere in sede giudiziaria. L'avvocato della difesa, Jacopo Barzellotti, aveva chiesto l'assoluzione per incapacità di intendere e di volere al momento dell'omicidio.

Il vizio mentale è stato riconosciuto dalla Corte che ha assolto l'imputato, non presente in aula, perché in preda ad un "delirio di gelosia".

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omicidio, Violenza, Italia
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