18:34 25 Febbraio 2021
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Il Paese è potenzialmente in grado di completare la campagna di vaccinazione a cavallo dell'estate, in anticipo rispetto ai tempi annunciati dal ministro Speranza.

L'Italia ha già predisposto i piani per la distribuzione e somministrazione dei vaccini la ha la capacità potenziale di vaccinare l'intera popolazione entro la fine dell'estate. Lo ha dichiarato il commissario straordinario Domenico Arcuri questo giovedì in audizione alle commissioni riunite Trasporti e Affari sociali della Camera. Ieri il ministro della Salute, durante la presentazione del piano di vaccinazione, ha dichiarato che l'obiettivo è quello di raggiungere l'immunità di gregge entro la fine del 2021.

"A cavallo tra il secondo e il terzo trimestre del prossimo anno saremo potenzialmente in condizione di vaccinare la totalità della popolazione", ha detto Arcuri, garantendo che il "piano per la distribuzione e la somministrazione dei vaccini è sostanzialmente pronto".

Il governo ha "lavorato bene e in anticipo" e "l'interlocuzione con amministrazioni locali, forze armate e grandi aziende è in atto". Mancano solo i vaccini, ma quando arriveranno "noi saremo pronti", assicura.

Dosi acquistate

L'Italia ha opzionato 202.573.000 dosi di vaccino che "saranno sufficienti per vaccinare l'intera totalità della popolazione". Come annunciato mercoledì dal ministro Speranza al Senato, le dosi acquistate serviranno a coprire eventuali richiami a breve distanza o saranno conservati come scorte per successive campagne di vaccinazione. 

La campagna di vaccinazione procederà nel primo trimestre con "28 milioni dosi; 57 milioni nel secondo, 74 milioni nel terzo e 35 milioni nel quarto trimestre. Per ricevere gli ultimi 8 milioni nel primo trimestre del 2022", ha comunicato Arcuri. 

Distribuzione e logistica

Il primo vaccino disponibile sarà quello Pfizer, che necessita di una catena del freddo estrema. Arcuri ha riferito che sarà distribuito sul territorio nazionale direttamente dalla azienda produttrice e sono stati già individuati 300 punti di somministrazione.

Per lo più sono "sostanzialmente presidi ospedalieri: l'87% di questi presidi già dispone delle celle frigorifere necessarie a conservare questo tipo di vaccino a temperature estremamente basse (almeno -75) anche se le dosi dovessero restare in giacenza per oltre 15 giorni", ha detto il commissario.

"Abbiamo organizzato un modello di distribuzione e somministrazione in due grandi blocchi - spiega -. Il primo riguarda appunto i vaccini, quelli Pfizer, che vanno conservati a temperature bassissime: il secondo interessa i vaccini che si possono conservare tra i 2 e gli 8 gradi, verosimilmente per primi quelli Astrazeneca e a seguire gli altri. I vaccini Pfizer saranno distribuiti direttamente dall'azienda produttrice e conservati nei 300 punti di somministrazione individuati; tutti gli altri saranno convogliati in un grande hub centrale e di qui trasportati in sicurezza, con l'aiuto dell'Esercito, nei 1.500 punti di somministrazione (1.200 più i precedenti 300). Si tratta di due modelli diversi - ha concluso Arcuri - il primo complesso dal punto di vista quantitativo, il secondo relativamente più semplice". 

Immunità di gregge

La campagna di vaccinazione diventerà di massa probabilmente nel secondo trimestre del 2021 con una maggiore fornitura di dosi. In questa fase è previsto il coinvolgimento di medici e pediatri con l'utilizzo di ambulatori e strutture sanitarie. L'obiettivo è il raggiungimento dell'immunità di gregge, che si avrà quando circa il 60% degli italiani sarà vaccinato. 

"Più avanti, probabilmente nel secondo trimestre dell'anno, non è escluso, anzi è assai probabile che medici di medicina generale e pediatri di libera scelta verranno richiesti di contribuire alla somministrazione dei vaccini ai propri assistiti". "Più avanti ancora - ha aggiunto - per una somministrazione ancora più massiva sarà possibile coinvolgere anche le farmacie".

"Solo con l'immunità di gregge riusciremo ad uscire in qualche modo da questa tragedia", ribadisce. "Il mio dovere è di mettere tutti gli italiani nelle condizioni di vaccinarsi - sottolinea - I nostri esperti dicono che dovrebbero farlo almeno il 60% delle persone per raggiungere un livello di contagiosità scarso. Noi auspichiamo che grazie ad una campagna di comunicazione massiva si possano superare le ritrosie a sottoporsi al vaccino che pure ci sono, non so se nella popolazione o in chi ritiene di rappresentarla sui media".

Il piano strategico per i vaccini è stato illustrato in Senato mercoledì 2 dicembre dal ministro della Salute Roberto Speranza, che ha definito il vaccino un bene pubblico, garantendone la gratuità per tutti, e ha affidato la logistica e la distribuzione al commissario straordinario Domenico Arcuri, che potrà avvalersi dell'Esercito nelle diverse fasi della campagna di vaccinazione. 

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Coronavirus, vaccino, Italia
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