04:38 16 Aprile 2021
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Secondo la fondazione, l'indice Rt non è un indicatore sufficiente per determinare gli allentamenti alle misure anticontagio. Tutti gli altri indicatori sono peggiorati rispetto al 6 novembre.

La curva dei contagi frena ma questi "timidi segnali di rallentamento" non devono far pensare ad uno scampato pericolo perché i numeri dell'epidemia sono ancora molto elevati. A lanciare l'allarme è la fondazione Gimbe, che nell'ultimo report relativo alla settimana compresa fra il 25 e il 1 dicembre, segnala una riduzione dell'indice Rt ma. allo stesso tempo, gli altri indicatori restano a un livello peggiore rispetto al 6 novembre.

"E' evidente che sull`allentamento delle misure del 29 novembre, deciso sulla base dei criteri del Dpcm del novembre, pesa di fatto solo la riduzione dell`indice Rt, visto che tutti gli altri indicatori sono peggiorati rispetto al 6 novembre, tranne rare eccezioni", ribadisce Gimbe, che boccia l'intenzione del governo far diventare zona gialla tutta l'Italia per Natale.  

In questo scenario appare troppo frettolosa una "decolorazione" delle Regioni che tenga in considerazione soltanto l'indice di contagio, secondo la fondazione che ritiene insufficienti due settimane per valutare un concreto miglioramento della situazione sanitaria.

Al contrario, la Fondazione chiede di seguire la strada del rigore per evitare un'improvvisa impennata della curva dei contagi. 

"A poche ore dalla firma del nuovo Dpcm - spiega il presidente Nino Cartabellotta - che dovrebbe guidare i nostri comportamenti sino alla fine delle festività natalizie, chiediamo al governo di mantenere la linea del rigore, al fine di evitare una nuova inversione della curva del contagio ed aumentare la pressione, già intensa, sugli ospedali dove i professionisti sanitari sono al limite dello stremo".

L'appello è alla politica per chiedere di rivedere le tempistiche per ridurre l'intensità del colore delle Regioni.

"I dati confermano infatti che due settimane di 'osservazione' sono insufficienti per valutare un miglioramento tangibile sulla curva dei contagi e, soprattutto, sui tassi di ospedalizzazione. In tal senso, l`ipotesi di un 'Italia tutta gialla' in tempi brevi è più un desiderata della politica che una strategia di controllo dell`epidemia", osserva il presidente di Gimbe.

I dati dell'ultima settimana

Nel periodo preso in considerazione dal report il numero dei contagi è passato da 216.950 a 165.879. Scendono però i test effettuati, che passano da 778.765 a 672.794, con un'incidenza di positivi su tamponi pari a 24,7%, in calo rispetto al 27,9% della settimana precedente. Gli attuali positivi sono diminuiti del 2,3%, mentre i ricoveri passano da 

34mila a 32mila quelli ordinari, da 3.816 a 3.663 le terapie intensive. In crescita il numero dei decessi dai 4.842 della settimana precedente ai 5.055 dell'ultima.

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