00:47 14 Maggio 2021
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La nuova liturgia diventerà obbligatoria per tutti a Pasqua 2021, ma sono già diverse le diocesi ad aver anticipato alla prima domenica d'Avvento.

Il nuovo messale italiano è stato introdotto già in diverse diocesi con l'inizio dell'anno liturgico, il 29 novembre, prima domenica d'Avvento. La nuova traduzione diventerà obbligatoria per tutti dalla prossima Pasqua, ma la Cei raccomanda di avvalersi da subito della nuova formulazione, non solo durante le funzioni religiose ma anche nelle liturgie. 

La maggiore novità introdotta è una modifica a quella che forse è la principale preghiera dei cattolici, il Padre Nostro. Nella nuova versione l'invocazione "non ci indurre in tentazione", viene sostituita da "non ci abbandonare in tentazione". Una decisione che il Papa ha spiegato così: “un padre non fa dei tranelli ai figli”.

Ed in effetti la nuova formulazione appare più vicina a quella spagnola "no nos dejes caer" (non ci lasciar cadere), che si sostituisce alla formula tradizionale adottata nel 1983.

La Cei raccomanda la nuova versione senza eccezioni, non solo durante la messa ma anche nella Liturgia delle Ore e nel Santo Rosario. 

Le altre variazioni della liturgia riguardano la consacrazione dell'Eucarestia, con la formula "Beato gli invitati alla cena dell'Agnello" al posto di "del Signore", la preghiera del Confesso che diventa inclusiva "Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli e sorelle...", la sostituzione di "uomini di buona volontà" con "amati dal Signore", fra le altre. 

Durante la messa il sacerdote dirà "scambiatevi il dono di pace" al posto di "un segno di pace" e alla fine della funzione si utilizzerà la formula "andate e annunciate il Vangelo del Signore". Torna la possibilità di concludere con le tradizionali parole latine: Ite, missa est

 

 

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Cei, Religione, Chiesa
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